Reddito di cittadinanza, obbligo di lavoro per un terzo dei beneficiari

Si tratta di circa 900mila persone. La simulazione dell'Istat alla vigilia dell'avvio delle domande

Alla vigilia della partenza del reddito di cittadinanza, Poste Italiane ha invitato i potenziali beneficiari a presentarsi agli sportelli “in ordine alfabetico” e l’Istat ha portato in audizione nelle commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera i dati sul beneficio e su chi andrà a toccare.

L’Istituto ha calcolato una platea complessiva di 2,7 milioni di individui. Di questi, sono circa 900.000 coloro che hanno un’età compresa tra 18 e 64 anni, che saranno obbligati a sottoscrivere il patto per il lavoro. In pratica, solo un beneficiario su tre sarà obbligato ad aderirvi. Gli altri due potranno usufruire del sostegno economico senza alcun vincolo lavorativo.

Rispetto alle 900.000 persone che per beneficiare del reddito di cittadinanza dovranno aderire al patto per il lavoro, circa 600mila hanno la licenza media o nessun titolo di studio. Si tratta prevalentemente di disoccupati (492.000) e casalinghe (373.000) ai quali i Centri per l’impiego dovranno trovare un’offerta di lavoro congrua. In gran parte si tratta di cittadini italiani (circa 760.000), mentre sono circa 100.000 gli extra comunitari.

Sempre secondo le stime dell’Istat, il reddito potrebbe interessare 1 milione e 308 mila famiglie, con un beneficio medio per famiglia pari a 5.053 euro, corrispondente al 66,8% del reddito familiare, per una spesa complessiva di circa 6,6 miliardi di euro su base annua.

Patto per il lavoro – Il patto, che va siglato con un Centro per l’impiego o un’Agenzia per il Lavoro, è condizione per ottenere il beneficio mensile. I componenti maggiorenni del nucleo familiare dovranno dichiarare la disponibilità al lavoro e all’adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo.

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