Requisiti e procedura per aprire un’associazione sportiva dilettantistica

Aprire un'associazione sportiva dilettantistica necessita di determinati documenti e procedure: ecco quali

Prima di poter pensare di aprire un’associazione sportiva dilettantistica, sia essa riconosciuta o non riconosciuta, è necessario conoscere in maniera dettagliata ogni passaggio da seguire e ogni documenti di cui essere in possesso. Svariati gli elementi da prendere in considerazione, come ad esempio gli obblighi amministrativi, la fatturazione e l’IVA. Si potrà così avere la certezza di non commettere errori e, al tempo stesso, avere certezza di quali saranno i costi di gestione.

Aprire un’associazione sportiva con o senza personalità giuridica

Il primo passo da compiere è quello di decidere se la propria associazione opererà senza personalità giuridica. Una precisazione cruciale, considerando le associazioni siano sempre chiamate a rispondere in via prioritaria con il proprio fondo ma, in assenza di personalità giuridica, a rispondere successivamente saranno tutti coloro che hanno agito in nome dell’associazione, con carattere illimitato. È bene comprendere dunque che nel caso in cui qualcosa non dovesse andare per il verso giusto, ogni sorta di debito potrebbe essere risolto anche con i risparmi dei singoli partecipanti alla creazione e sviluppo dell’associazione.

Per riuscire a ottenere il riconoscimento dell’attività giuridica è necessario seguire alla lettera quanto disciplinato dal DPR 361 del 2000. Una volta portato a termine questo fondamentale passaggio, gli eventuali creditori dell’associazione non avranno modo di rivalersi sui fondi privati. Ogni loro pretesa dovrà essere rivolta unicamente al fondo dell’associazione.

Requisiti minimi per aprire un’associazione sportiva

Un passo cruciale e determinante da compiere è quello di trasformare i partecipanti all’associazione in qualcosa di decisamente più concreto. Tutti devono supportare un fine comune e soprattutto condividere la redazione di un atto costitutivo e la creazione di un vero e proprio Statuto, che andrà a regolamentare l’attività da svolgersi.

Ogni associazione ovviamente assoluta libertà di inserire dei precisi dettami all’interno del proprio regolamento. Esistono però dei contenuti minimi che devono necessariamente caratterizzare lo Statuto e l’atto costitutivo. Si parte con la scelta del nome, per poi proseguire con lo scopo sociale, che ovviamente non può prevedere alcun lucro. Si dovrà poi affrontare il tema delle dotazioni patrimoniali iniziali, così come degli immobili destinati a rappresentare la sede sociale. Rivolgendo lo sguardo ai singoli componenti dell’associazione, si potranno delineare diritti e obblighi, con conseguenti condizioni basilari al fine d’essere ammessi.

Come aprire un’associazione sportiva dilettantistica

Una volta redatto e stipulato l’atto, ci si dovrà recare presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate o svolgere il seguente procedimento per via telematica. In questo modo si otterrà il codice fiscale dell’associazione creata. La richiesta dovrà riguardare anche la partita Iva nel caso in cui siano previsti degli introiti da un’attività commerciale non prevalente. Nel caso in cui ci si ritrovi ad avviare la propria attività ancor prima di creare un avere propria associazione, lo Stato prevede un tempo massimo di 30 giorni per regolamentare la propria posizione. In caso contrario sono previste delle sanzioni amministrative e pecuniarie.

Nuova associazione: la fiscalità

Quando si parla di fiscalità è sempre consigliabile rivolgersi a degli esperti del settore. In questo modo si avrà certezza di non incorrere in sanzioni. Prima ancora di contattare il proprio commercialista e di creare un’associazione sportiva dilettantistica, sarebbe saggio informarsi su quelli che sono i rudimenti base della fiscalità in relazione alle associazioni.

Sarà necessario avere delle scritture contabili, con un preciso registro che terrà conto di tutte le entrate e le uscite. Questo si aggiunge un Libro soci. Il suo scopo sarà quello di tener annotate tutte le generalità dei componenti dell’associazione, eventuali quote versate E possibili diritti speciali. Un altro libro dovrà invece fare riferimento alle adunanze E deliberazioni. In questo modo si potrà sempre fare riferimento in qualsiasi situazione a un documento vincolante che riporti ogni tipo di decisione presa in sede assembleare. Lo stesso discorso vale per un ipotetico consiglio di amministrazione o eventuale altro organo di controllo.

La dichiarazione dei redditi delle associazioni sfrutta il Modello EAS, che richiede un preciso rendiconto annuale dei costi e dei ricavi. Una precisa analisi della condizione finanziaria dell’associazione nel corso dell’anno precedente. I maggiori obblighi contabili fiscali svaniscono nel caso in cui si svolga unicamente attività istituzionale e non commerciale. Per quanto riguarda le imposte, il reddito imponibile si ottiene grazie alla differenza tra proventi e oneri, risultato della gestione commerciale dell’associazione, tra costi e ricavi. Affidandosi a un commercialista esperto, si avrà però modo di applicare quanto dettato dalla Legge 398 del 1991 o dall’articolo 145 del Tuir, ottenendo un regime fiscale agevolato.

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