Dl Sostegni bis, il Mise sblocca 190 milioni di aiuti in attesa del decreto ter: a chi vanno

Il ministero dello sviluppo economico ha disposto altre somme per i settori più in difficoltà in attesa di un altro Dl Sostegni

Il governo è al lavoro su un Decreto Sostegni “ter” con nuovi indennizzi da destinare ai diversi settori in difficoltà economica, ma nel frattempo il Mise rende operative altre risorse per le attività ancora in crisi dal precedente Dl Sostegni bis. Il ministero guidato da Giancarlo Giorgetti ha sbloccato, infatti, 190 milioni di euro di contributi a fondo perduto che saranno concessi a determinati settori, dai bar alla ristorazione, dagli eventi ai fabbricatori di prodotti in pelle.

Il Mise sblocca 190 milioni di nuovi aiuti in attesa del Dl Sostegni ter: i settori

Potrebbe arrivare già in settimana il nuovo decreto, allo studio del ministero dell’Economia, che dovrebbe prevedere almeno 2 miliardi di euro di ristori a favore dei settori maggiormente colpiti dalla proroga dello stato di emergenza sanitaria e dalle conseguenti misure restrittive (qui abbiamo parlato dei nuovi ristori in arrivo nel 2022).

Intanto il Mise si è mosso d’anticipo negli ultimi giorni, con diversi decreti a firma del ministro Giorgetti che interesseranno i bar, le imprese del settore di eventi, come matrimoni, di intrattenimento, Ho.Re.Ca (hotellerie-restaurant-catering), mense e ristorazione e l’industria conciaria (qui avevamo scritto degli ultimi ristori per il turismo).

Il Mise sblocca nuovi aiuti in attesa del Dl Sostegni ter: 30 milioni all’industria conciaria

Nell’ultimo provvedimento dell’8 gennaio 2022, il ministero dello Sviluppo economico ha previsto 30 milioni di euro da erogare alle aziende dell’industria conciaria per investimenti in competitività, ricerca e sostenibilità ambientale.

I soggetti interessati potranno accedere a agevolazioni su spese complessive non inferiori a 50 mila euro e non superiori a 200 mila euro, con un tetto che può salire fino a 500 mila euro per progetti integrati di distretto che presentano determinate caratteristiche.

I termini e le modalità per richiedere il contributo a Invitalia, che gestirà la misura per conto del Mise, saranno stabiliti con un ulteriore decreto ministeriale.

Il Mise sblocca nuovi aiuti in attesa del Dl Sostegni ter: 60 milioni agli eventi e al settore ho.re.ca.

Per gli eventi, come i matrimoni, dell’intrattenimento e il settore hotellerie-restaurant-catering, vengono messi a disposizione 60 milioni di euro, già previsti nel Decreto Sostegni bis, che saranno così suddivisi:

  • 40 milioni al settore del wedding;
  • 10 milioni al settore dell’intrattenimento, dell’organizzazione di feste e cerimonie, diverse dai matrimoni;
  • 10 milioni al settore dell’hotellerie-restaurant-catering (Ho.Re.Ca.).

Il contributo a fondo perduto (qui abbiamo scritto dei contributi a fondo perduto per le partite Iva) potrà essere richiesto dalle imprese che nell’anno 2020 hanno subito una riduzione del fatturato non inferiore al 30% rispetto a quello del 2019, presentando domanda direttamente all’Agenzia delle Entrate, con le modalità e nei termini che saranno stabiliti da un prossimo provvedimento.

Il Mise sblocca nuovi aiuti in attesa del Dl Sostegni ter: 100 milioni di euro a mense e catering

Nei decreti ministeriali che attengono alle risorse incluse nel Decreto Sostegni bis, la cifra più consistente è stanziata dal provvedimento firmato il 27 dicembre scorso, che riguarda 100 milioni di euro per le imprese dei servizi di ristorazione collettiva, mense e catering.

Tra queste, potranno fare domanda, fino a un importo massimo di 10mila euro, le aziende che nel 2020 hanno subito una riduzione del fatturato non inferiore al 15% rispetto al fatturato del 2019 e “che svolgono servizi di ristorazione definiti da un contratto con un committente, pubblico o privato – viene precisato dal Mise – per la ristorazione non occasionale di una comunità delimitata e definita, quale – a titolo esemplificativo – ristorazione per scuole, uffici, università, caserme, strutture ospedaliere, assistenziali, socio-sanitarie e detentive”.