Il Governo pensa a un nuovo decreto sugli stipendi: in cosa consiste

Il nuovo intervento del governo su salari e accise è previsto entro fine luglio per cercare di dare respiro alle tasche degli italiani

Il Governo è pronto a mettere mano a un nuovo decreto legge definito “corposo” da parte del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli. La nuova misura, secondo quanto emerso, dovrebbe coinvolgere gli 8 miliardi di extragettito grazie all’andamento positivo dei conti da inizio anno, ma potrebbe presto arrivare anche a 10 miliardi se i dati aggiornati del Pil nei prossimi giorni indicheranno una crescita oltre le attese.

Ma in cosa consiste questo nuovo decreto e a chi potrebbe interessare?

Decreto sugli stipendi, in cosa consiste

Allo studio dell’esecutivo guidato dal presidente del Consiglio Mario Draghi ci sono gli interventi sui salari e i rinnovi contrattuali per i quali la data fissata di discussione sarebbe in autunno con la manovra. Il Governo, però, avrebbe pensato di anticipare i tempi per mettere a punto un nuovo pacchetto già da fine luglio per cercare di far fronte all’inflazione che sta colpendo in maniera drammatica le tasche degli italiani.

Secondo quanto emerge, infatti, l’obiettivo sarebbe quello di mettere mano a un decreto che potrebbe costituire un’anticipazione delle misure previste nella Legge di Bilancio 2023. Tra queste potrebbe esserci il taglio del cuneo fiscale, che secondo le richieste dei partiti potrebbe permettere agli italiani di mettersi in tasca quasi uno stipendio in più. Al momento la mosse studiata dall’esecutivo sarebbe diretta al taglio ai redditi medio-bassi, con meno tasse per chi guadagna 35.000 euro annui, ma non è escluso che dall’incontro delle prossime ore con i sindacati possa emergere un quadro diverso (qui vi abbiamo parlato di quanto guadagna lo stato con inflazione e bollette).

L’intento è quello di agire in fretta, con un’azione chiara e decisa per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie. Per i sindacati, gli ultimi dati sui prezzi a consumo a giugno indicano un’emergenza che non ammette rinvii. L’inflazione è arrivata negli ultimi mesi a toccare picchi mai visti, raggiungendo un +8% su base annua a giugno. Da qui la necessità d’intervenire.

Intervento anche sulle accise

Nel nuovo decreto, previsto per fine luglio, potrebbe essere inserita una nuova proroga sul taglio delle accise. In uno scenario in cui è stata ampiamente superata la soglia dei 2 euro a litro sia per benzina sia per diesel (qui vi abbiamo parlato di quanto costa andare al mare in auto nel 2022), il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti starebbe spingendo per avere una nuova misura sui carburanti.

L’idea, come emerso da recenti uscite del ministro Giorgetti, sarebbe quella di arrivare a una misura definitiva per evitare di far fronte ad altri aumenti che si andrebbero a sommare a quelli che in previsione dovrebbero arrivare nelle prossime settimane. L’attuale proroga è in scadenza al 2 agosto e un’altra sarebbe ben accetta per le tasche degli italiani in sofferenza negli ultimi mesi.

Ecco che i dati aggiornati del Pil previsti nei prossimi giorni sono attesi con speranza, con l’intento di mettere a disposizione tra i 10 e i 12 miliardi per mettere mano a ulteriori misure che possano dare respiro agli italiani in un momento di profonda crisi economica, tra pandemia e guerra in Ucraina (qui vi abbiamo parlato della povertà assoluta in Italia, con dati ormai drammatici).