Gas Jeans verso il fallimento: 200 lavoratori a rischio licenziamento

Il noto marchio di abbigliamento casual e denim si prepara a dichiarare fallimento, con i dipendenti che potrebbero perdere il posto di lavoro prima di Natale

Duro colpo per il marchio Gas Jeans, storico brand italiano dell’abbigliamento in denim e dello streetwear. L’azienda di proprietà del gruppo Grotto, fondata nel 1984 a Chiuppano, in provincia di Vicenza, si avvia verso il fallimento dopo anni di situazione in bilico e insicurezze per i lavoratori.

Gas Jeans va verso il fallimento: cosa è successo

Il 6 ottobre uno dei due principali creditori di Gas Jeans non ha votato il concordato preventivo, una procedura del diritto fallimentare a cui può ricorrere un’azienda in stato di crisi e di insolvenza per tentare il risanamento del debito con la continuazione dell’attività.

L’astensione al voto della Corporate Credit Recovery, che fa capo alla società DeA Capital, controllata dalla holding De Agostini, si traduce in un voto negativo che chiude definitivamente la discussione sul piano proposto per evitare il fallimento dell’azienda.

L’altro creditore, la Amco, gestita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha invece dato il suo parere positivo, votando a favore del concordato preventivo in continuità. Tuttavia per la sua approvazione è necessario il via libera di tutti i creditori di maggioranza.

Gas Jeans verso il fallimento: cosa prevedeva il piano

L’impresa ha oggi un utile di 7 milioni di euro, ma nonostante questo DeA Capital ritiene che non sia in grado di “tornare in bonis”, cioè in grado di restituire il debito secondo le modalità proposte attraverso il piano.

Una posizione “incomprensibile” per l’amministratore unico Cristiano Eberle, che ha sottolineato come in questi due anni l’azienda abbia “meritato di essere salvata”.

Il concordato preventivo proposto dal gruppo Grotto avrebbe previsto il pagamento dei credito con il flusso dell’attività e con la continuità dell’azienda. Adesso l’ultima parola spetterà al giudice Giuseppe Limitone, che fisserà l’udienza prefallimentare.

Gas Jeans verso il fallimento: cosa succede adesso

Il fallimento potrebbe essere dichiarato intorno alla fine del mese di novembre. A quel punto la società potrebbe essere venduta in pacchetti, con la separazione della parte immobiliare dal marchio Gas Jeans.

Se non dovessero entrare nuovi attori in questo scenario, dunque, i 200 dipendenti del noto marchio di abbigliamento sono a rischio licenziamento, e potrebbero perdere il posto di lavoro proprio a ridosso del Natale, che quest’anno sarà molto difficile per molti, come abbiamo anticipato in questo articolo.

Gli avvocati che hanno presentato il piano di concordato hanno ipotizzato che potrebbe essere redatto un nuovo piano, magari con l’uscita dall’azionariato della famiglia Grotto. Una speranza che tuttavia risulta molto difficile da praticare.

La Procura dovrebbe infatti accettare di esaminare un nuovo piano e anche in quel caso ci potrebbe essere l’opposizione al voto di DeA Capital.

Quello di Gas Jeans è l’ennesimo brutto capitolo per il vestiario Made in Italy. Un destino simile è toccato pochi mesi fa a Rifle Jeans, con il fallimento dell’azienda di cui vi abbiamo parlato qua e la successiva maxi svendita dei capi, con felpe, pantaloni e giubbotti a soli 2 euro.

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