Lavoro e cassa integrazione, la riforma del Ministro in quattro punti

Formazione per nuove competenze, riforma ammortizzatori, incentivi assunzione giovani e donne, rinnovo contratti: il piano Catalfo per il Lavoro.

Mentre il governo è impegnato su due tavoli fondamentali, quello con l’Europa per l’utilizzo dei fondi del Recovery Fund e quello con le parti sociali per la riforma pensionistica post 2021, il Ministro del lavoro Nunzia Catalfo sta preparando un piano di riforma del lavoro in quattro punti – competenze innovative, riforma ammortizzatori sociali, incentivi occupazione giovani e donne, flessibilità nei contratti – da presentare alla commissione UE a metà ottobre, con l’obiettivo di utilizzare le risorse messe a disposizione per il rilancio dopo la pandemia Coronavirus dall’accordo fra i paesi europei.

Sullo sfondo, la riforma fiscale con nuovi tagli al costo del lavoro previsti dalla manovra 2020 dopo quelli scattati a luglio.

Competenze post-Covid
Per far ripartire il mercato le parole d’ordine sono formazione e nuove competenze. Esistono già risorse nel decreto Rilancio, potenziato poi dal decreto agosto (in tutto, 730 milioni di euro fra il 2020 e il 2021), da utilizzare per prevedere percorsi formativi che aiutino le imprese a preparare i lavoratori alla transizione post crisi, anche sfruttando una rimodulazione dell’orario di lavoro così da destinarne una parte a specifici corsi di aggiornamento. Un punto di partenza che aiuti le imprese a riconvertire la forza lavoro e i lavoratori che perdono il posto ad acquisire nuove skill nei settori del futuro, come il green o il digitale.

Riforma cassa integrazione e ammortizzatori sociali
In vista anche una riforma degli ammortizzatori sociali, basata su due direttrici di fondo: politiche attive, con l’obiettivo di favorire la permanenza nel mercato del lavoro o la riqualificazione professionale; semplificazione degli strumenti attualmente esistenti, che ad esempio differenzi gli ammortizzatori che vengono concessi alle aziende che hanno prospettive e quelli invece che vengono riconosciuti alle imprese che stanno chiudendo. Con l’obiettivo di ampliare la platea degli aventi diritto agli ammortizzatori sociali, andando nell’ottica dell’universalismo, spiega la ministra, anche sull’onda dell’esperienza di questi mesi che ha mostrato come “tante aziende e tanti lavoratori fossero fuori dagli strumenti di cassa integrazione, tanto che abbiamo dovuto finanziarli”.

Incentivi occupazione
Due capitoli della riforma sono dedicati all’occupazione di giovani e donne. Per quanto riguarda i giovani, le priorità individuate dal ministro sono: facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro migliorando la connessione fra percorsi formativi e mercato stesso, prevedere sgravi contributivi per le assunzioni con contratti stabili o di apprendistato. Per le donne, sottolinea Catalfo, “è necessaria un’azione di sistema che da un lato favorisca le assunzioni e dall’altro abbatta le barriere che impediscono di conciliare vita professionale e impegni familiari, favorendo così la permanenza al lavoro e contrastando il gender pay gap”.

Rinnovo contratti
Sindacati e Industria si sono incontrati il 7 settembre per discutere dei rinnovi, trovando una base di ripartenza nel Patto per la Fabbrica siglato nel 2018. Anche in questo ambito, l’Esecutivo è impegnato nella ricerca di soluzioni, ad esempio con la detassazione dei rinnovi, per stimolare la ripresa dei salari.

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