Continuità didattica: inutile invocarla. Cicli differenti e all’interno cambiano le materie

(Teleborsa) – Parlare di continuità didattica è auspicabile ma non è praticabile e poco ragionevole. Lo rivela il sindacato della scuola Anief che spiega “basti pensare a un semplice esempio: il caso di uno studente che deve essere bocciato e viene promosso in nome di essa per non perdere l’insegnante. Come potrebbe essere giustificabile?

Oltretutto, il diritto della famiglia che contempla anche il ricongiungimento ai figli deve essere contemperato al diritto al lavoro. Infine, se ancora ogni anno molti docenti di ruolo si trasferiscono dal Nord al Sud vuol dire che ci sono dei posti vacanti per le immissioni in ruolo che non vengono assegnati, altrimenti sarebbe impossibile qualsiasi trasferimento”. Lo ha detto Marcello Pacifico, Presidente nazionale dell’Anief.

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