Troppi licenziamenti nonostante il blocco del Governo: cosa non ha funzionato

Mentre si discute di ulteriori proroghe del blocco dei licenziamenti, centinaia di migliaia di lavoratori hanno già perso il lavoro

La pandemia di Covid ha cambiato radicalmente il mondo del lavoro. La crisi innescata dall’emergenza sanitaria, con l’impossibilità di recarsi in ufficio e la chiusura di molte attività, ha fatto scoprire a imprenditori e dipendenti nuove modalità operative, come lo smart working. L’altra faccia della medaglia è stata la perdita di molti posti di lavoro, nonostante il blocco dei licenziamenti stabilito dal Governo Conte e confermato dall’esecutivo di Draghi.

Troppi licenziamenti nonostante il blocco: i dati

Sono cessati 9.339.046 contratti nel corso del 2020, e quasi in 558.499 casi si è trattato di veri e propri licenziamenti, come si può leggere nel Rapporto annuale sulle comunicazioni obbligatorie pubblicato dal Ministero del Lavoro, che analizza le dinamiche del mercato del lavoro dipendente e parasubordinato.

Nel corso del 2019 i licenziamenti erano stati 866.895, e la flessione è stata dunque solo del 35% e non di un numero molto più alto come ci si sarebbe aspettato logicamente in base al contenuto dei decreti emanati dall’inizio della pandemia.

Blocco dei licenziamenti: perché non ha funzionato

Francesco Seghezzi, presidente di Fondazione Adapt, ha commentato il dato in collegamento con Sky Tg24 Business. La Fondazione che dirige è nata nel 2000 per promuovere studi e ricerche nell’ambito delle relazioni industriali e di lavoro.

Entrando nella discussione sulla nuova proroga del blocco dei licenziamenti, l’esperto ha sottolineato come la narrazione per cui tutto è stato congelato fino a oggi sia, numeri alla mano, poco veritiera.

Oltre ai licenziamenti ufficiali è necessario anche tenere conto di tutti quei rapporti di lavoro che sono cessati per cause naturali e di durata laddove invece ci sarebbe stato un rinnovo o, come nel caso degli autonomi, una prosecuzione della collaborazione, e che hanno riguardato altre centinaia di migliaia di italiani.

Il presidente della Fondazione Adapt ha rimarcato che la strategia attuale della politica sembrerebbe quella di confermare un nuovo blocco dei licenziamenti, rimandando al futuro il problema su cosa accadrà quando finirà.

In realtà già adesso tanti italiani si sono trovati senza lavoro a causa dell’emergenza sanitaria, e Francesco Seghezzi ha sottolineato l’importanza di tutelare questi nuovi disoccupati. In particolare le categorie che hanno pagato il prezzo più chiaro, ovvero giovani, donne e lavoratori dei settori dei servizi, della ristorazione e del turismo.

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