Meta licenzia 8mila dipendenti, spesa fuori controllo per l’intelligenza artificiale

Meta ha annunciato il licenziamento di 8mila dipendenti per i costi troppo elevati sostenuti per gli investimenti in IA, ma calcolare i costi dell'intelligenza artificiale sta diventando sempre più difficile

Foto di Matteo Runchi

Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

Meta ha annunciato il licenziamento di altri 8mila dipendenti a partire da maggio. Nell’avviso ai dipendenti la motivazione di questo licenziamento è indicata come una “riduzione delle spese” ma da diverso tempo il Ceo dell’azienda Mark Zuckerberg parla della necessità di rivedere il numero dei dipendenti dell’azienda per via dell’intelligenza artificiale.

Nei suoi discorsi Zuckerberg non ha parlato soltanto della sostituzione di dipendenti resi ridondanti dall’IA, ma anche dei grandi costi che Meta si sta sobbarcando per sviluppare questa tecnologia. La spesa maggiore indicata in questi casi è la costruzione dei data center, ma recentemente è emerso un altro problema: anche il costo dei token, i singoli utilizzi di un LLM, è fuori controllo.

Meta licenzierà 8mila dipendenti, mentre crescono i costi dell’IA

La multinazionale statunitense della tecnologia Meta, che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, ha annunciato che a partire dal prossimo 20 maggio licenzierà 8mila persone, circa il 10% della sua forza lavoro. Inoltre, sospenderà tutte e 6mila le posizioni che aveva aperto nelle ultime settimane.

Si tratta del più grande licenziamento di massa di dipendenti della società dal 2023, anno in cui l’azienda ha deciso di abbandonare i suoi progetti sulla realtà virtuale per concentrarsi, come il resto della concorrenza, sull’intelligenza artificiale generativa.

Nell’avviso con cui i dipendenti sono stati notificati dei licenziamenti non si fa riferimento all’IA. In più occasioni di recente, però, Mark Zuckerberg aveva avvisato che la struttura aziendale avrebbe subito seri cambiamenti proprio a causa dell’intelligenza artificiale. Questo sia grazie alle opportunità che questa tecnologia fornisce, ma anche a causa dei suoi costi.

Gli investimenti di Meta nei data center

Meta si sta sobbarcando enormi investimenti per colmare la distanza che la separa dalle aziende più all’avanguardia nell’IA, come Google e OpenAI. Di recente ha lanciato il suo nuovo modello linguistico, Muse Spark, che dovrà sostituire Llama dopo i risultati deludenti. Negli ultimi mesi la società ha assunto, pagandoli molto per sottrarli alla concorrenza, alcuni degli esperti di IA più famosi al mondo.

Ha però anche annunciato una serie di progetti di costruzione di data center, le infrastrutture composte da migliaia di processori che consentono di addestrare e di far funzionare i modelli linguistici che sono alla base dei programmi di intelligenza artificiale generativa. Nel 2025 la spesa per i data center di Meta era stimata a un  massimo di 72 miliardi di dollari, più che raddoppiata rispetto al 2024.

Le aziende non riescono più a capire se costi di più un dipendente o l’IA

I problemi relativi alla spesa per l’IA non stanno però soltanto negli investimenti. La testata Semafor ha sottolineato come diverse aziende si stiano rendendo conto che il costo dei token. I token sono l’unità base di testo che un IA elabora. Un token corrisponde a poco meno di una parola in italiano, e ha un costo, perché far elaborare quella parola all’IA costa energia, acqua, manutenzione e ha alle spalle, come visto con Meta, un grosso investimento.

Il costo dei singoli token sta calando da tempo, ma Semafor ha notato che il costo totale è aumentato a dismisura. Ad aprile 2026, attraverso tutti gli LLM, sono stati utilizzati 20.000 miliardi di token. La testata ha citato Divesh Makan, socio fondatore di ICONIQ Capital, che ha recentemente guidato uno dei round di finanziamento di Anthropic, ha definito i modelli di IA gratuiti “la porta d’accesso” alle versioni a pagamento, aggiungendo che i suoi dipendenti continuano a chiedere più token. Makan ha spiegato:

La conversazione che stiamo avendo è: ‘Qual è la somma che dovremmo spendere e come misuriamo il risultato in base all’investimento fatto?’. I dipendenti stanno solo comprando vacanze e controllando il meteo a Tokyo, o stanno facendo qualcosa di produttivo con questi token?

La situazione sarebbe tale che, in alcune aziende, il costo dei token sarebbe arrivato a rivaleggiare con quello del personale.