Il Governo ha approvato il nuovo decreto Lavoro in vista del Primo Maggio, con un pacchetto di misure che punta su occupazione stabile, contrasto al lavoro povero e nuove regole per le piattaforme digitali. Al centro del provvedimento ci sono quasi un miliardo di euro per rifinanziare incentivi alle assunzioni, nuove condizioni per accedere agli aiuti pubblici e una proroga dell’isopensione fino al 2029.
Ad annunciarlo è stata Giorgia Meloni, che ha definito il decreto come:
Il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro.
Indice
Incentivi alle assunzioni con un miliardo di euro
La misura economicamente più rilevante riguarda il rifinanziamento di incentivi occupazionali già esistenti. Secondo quanto spiegato dalla premier, il decreto stanzia quasi un miliardo di euro per sostenere nuove assunzioni e trasformazioni contrattuali.
Cosa significa salario giusto
Il punto politico più marcato è però un altro: gli incentivi saranno concessi solo alle imprese che applicano il cosiddetto “salario giusto” sulla falsariga della modifica del Jobs Act di Matteo Renzi.
Nel testo illustrato dal Governo, il salario giusto non coincide soltanto con una paga minima oraria – come nel caso del salario minimo proposto a più riprese dalle opposizioni.
Riguarda invece il trattamento economico complessivo riconosciuto al lavoratore, cioè all’insieme delle voci economiche previste dal contratto. Non conterà dunque solo la retribuzione base, ma l’intero pacchetto economico sulla base dei contratti nazionali.
Stretta su contratti pirati e dumping salariale
Il Governo ha deciso di penalizzare ed escludere dagli incentivi pubblici chi utilizza contratti pirata e accordi sottocosto. Il decreto introduce un meccanismo selettivo: niente fondi pubblici alle aziende che pagano poco i dipendenti o applicano contratti non rappresentativi.
Si punta così a rafforzare la contrattazione collettiva e a limitare il dumping salariale, tema centrale soprattutto nei settori a bassa retribuzione.
Bonus per stabilizzare gli under 35
Fra le misure contenute nella bozza figura la proroga al bonus giovani per agevolare le assunzioni di chi ha meno di 35 anni, che diventa strutturale.
L’incentivo è destinato ai datori di lavoro privati che trasformano contratti a termine in contratti a tempo indeterminato per gli under 35 che non sono mai stati occupati stabilmente.
Il beneficio prevede:
- esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro con un tetto di 500 euro al mese (sono esclusi premi e contributi Inail);
- durata massima di 24 mesi.
L’agevolazione riguarda le trasformazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026, per rapporti a termine avviati entro il 30 aprile 2026.
Nuove regole contro il caporalato digitale
Nel decreto entra anche un capitolo dedicato al cosiddetto caporalato digitale, fenomeno associato soprattutto al lavoro tramite piattaforme e alle condizioni dei rider.
I dettagli tecnici non sono ancora completi, ma l’obiettivo è intervenire sugli squilibri nei rapporti di lavoro gestiti tramite app e algoritmi, con controlli mirati che dovrebbero prevedere l’uso di identità digitali per il riconoscimento e la regolarizzazione dei lavoratori, come Spid e Cie.
Isopensione prorogata fino al 2029
Tra le norme inserite nella bozza compare anche la proroga dell’isopensione, lo scivolo che consente alle aziende con almeno 15 dipendenti e con esuberi di accompagnare i lavoratori alla pensione in anticipo.
La possibilità di uscire fino a 7 anni prima dal mondo del lavoro rispetto alla pensione ordinaria, prevista in via temporanea, viene estesa con il decreto Primo Maggio fino al 2029.
Le parole di Giorgia Meloni
Durante la conferenza stampa che ha fatto seguito al Consiglio dei Ministri del 28 febbraio, Giorgia Meloni ha rivendicato i risultati del Governo in tema lavoro, citando i dati Istat e parlando di più occupati, meno precari e crescita del lavoro stabile.