Taglio delle accise in base al reddito dal 2 maggio, cambia il prezzo dei carburanti

Senza una proroga la benzina vola a 2 euro e il diesel batte il record europeo. Il Governo studia aiuti mirati per autotrasportatori e redditi bassi.

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Mancano ormai pochi giorni alla scadenza del taglio delle accise e si attende la proroga per evitare il rialzo dei prezzi. Lo “sconto” di 24,4 centesimi terminerà infatti il 1° maggio e, senza una decisione da parte dell’esecutivo, a partire dal 2 maggio i prezzi torneranno a crescere. La benzina sfiorerà i due euro al litro, mentre il diesel rischia di diventare il più caro d’Europa. Per questo si stanno cercando soluzioni: si ipotizza un aiuto agli autotrasportatori e ai redditi bassi.

Questo significa che il Governo potrebbe decidere per sconti riservati solo ad alcune categorie. Il motivo dietro alla selezione è il costo del taglio delle accise, che per 45 giorni ha già superato il mezzo miliardo di euro; per finanziare nuove estensioni servirebbero ulteriori 500-600 milioni di euro. Senza risorse la proroga totale rischia di saltare: l’unica alternativa sarebbe selezionare i beneficiari.

Sconto sulle accise: chi ne beneficerà

Giovedì 30 aprile è l’ultimo giorno utile per il Governo per valutare la proroga del taglio delle accise sul carburante per tutti gli automobilisti. Si ragiona su due alternative a una proroga totale, ovvero quella di permettere lo sconto solo ad alcune categorie.

Secondo quanto riportato da Repubblica, i tecnici del Governo starebbero lavorando a due opzioni:

  • aiuti riservati agli autotrasportatori;
  • bonus per i redditi più bassi.

Le due ipotesi sul tavolo riguardano dunque una platea ridotta di soggetti.

Aiuti agli autotrasportatori

Nel primo caso si parla di autotrasportatori. Questi continuerebbero a beneficiare del credito d’imposta pari al 20% per l’acquisto del gasolio.
La misura era già stata citata da Matteo Salvini come necessaria per evitare il contraccolpo dello sciopero dei Tir indetto dal 25 al 29 maggio.

La proposta fungerebbe da deterrente contro la protesta, ma servirebbe anche a limitare l’impatto dell’aumento del diesel sui beni e i servizi che viaggiano su gomma.

Resta il problema dell’individuazione di ristori compatibili con la normativa europea sugli aiuti di Stato. Anche dal punto di vista delle risorse potrebbero esserci criticità.

Bonus per i redditi più bassi

L’altro gruppo di beneficiari sarebbe rappresentato dai redditi bassi. Si parla di un bonus benzina per chi è già beneficiario della carta “Dedicata a te”. Si ipotizzava, già prima del decreto che ha tagliato le accise, di caricare sulla carta una somma di 100 euro riservata all’acquisto dei carburanti solo per le fasce più deboli.
L’intervento generalizzato è costato molto di più, per questo ora si ragiona sul sostegno a determinate categorie.

Cosa succede il 2 maggio

L’esecutivo sta quindi ragionando sulla selezione delle categorie da sostenere in alternativa a una proroga generalizzata. Nella prospettiva di un’ulteriore proroga di 15-20 giorni, la domanda alla quale si cerca risposta è dove trovare le risorse. Per finanziare la nuova estensione servirebbero ulteriori 500-600 milioni di euro.

La cifra è difficile da individuare e per questo si pensa ad aiuti mirati. Questo significa che per tutti gli altri automobilisti, a partire dal 2 maggio, il costo di benzina e diesel crescerà di 24,4 centesimi al litro.

Senza il taglio delle accise, infatti, la benzina sfiorerà i 2 euro al litro e il diesel supererà i 2,3 euro al litro, diventando il più caro d’Europa.