Smart working: cosa cambia dal 14 settembre e per chi

Con la proroga dello stato emergenza al 15 ottobre è arrivata anche possibilità di continuare a far ricorso allo smart working in forma semplificata. Nuove regole per i genitori con figli under 14

Con la proroga dello stato emergenza al 15 ottobre è arrivata anche possibilità di continuare a far ricorso allo smart working in forma semplificata, a prescindere dall’accordo delle parti. Resta infatti in vigore la modalità semplificata di comunicazione amministrativa, come lo stesso Ministero del Lavoro ha confermato in una Faq pubblicata sul suo sito.

Per tutta la durata dello stato d’emergenza, dunque, le imprese sono invitate a privilegiare il lavoro agile rispetto alla riapertura del reparto aziendale, nei casi  in cui le mansioni lavorative lo consentano.

C’è però una novità per i genitori lavoratori con almeno un figlio minore di 14 anni: per loro il diritto allo smart working resta valido fino al 14 settembre,  data che coincide con la riapertura delle scuole.

Ad oggi, l’azienda, infatti, finché le lezioni sono sospese non può rifiutare lo smart working al dipendente con figli under 14 anni (in base all’articolo 90 del dl 34/2020).

Il Decreto Agosto, invece, cambia le regole stabilendo che con il riavvio delle attività scolastiche questo meccanismo decada. Resta, come detto, la possibilità di lavorare in smart working con le modalità semplificate (anche senza dell’accordo individuale), ma non c’è più il diritto a ottenerlo.

Dopo il 14 settembre (e fino al 15 ottobre, data al momento in cui è fissata la fine dello stato di emergenza ), gli unici lavoratori che potranno “pretendere” di rendere la prestazione in smart working saranno i disabili gravi o quelli che hanno un disabile grave nel proprio nucleo familiare, nonché quelli che, sulla base di una valutazione del medico, siano maggiormente esposti a rischio di contagio.

Partito come necessità in scia all’emergenza coronavirus, lo smart working sembra intanto aver conquistato una bella fetta di italiani che addirittura, potendo scegliere, continuerebbero a sceglierlo come modalità di lavoro anche una volta finita l’emergenza.

In questi mesi, sindacati in prima linea, ma anche la stessa Ministra del Lavoro Catalfo hanno ribadito la necessità di una regolamentazione più chiara e definita,  a tutela del lavoratore. Il rischio piuttosto concreto, infatti, è che lo smart working possa trasformarsi in una sorta di orario di lavoro continuato. 

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