Coronavirus e legge 104: 12 giorni di permesso in più

Le novità sono contenute nel decreto legge Cura Italia: si tratta di 12 giorni di permesso extra complessivi da sfruttare nei mesi di marzo e aprile

Tra le tante misure varate nel Decreto Cura Italia c’è un ampio pacchetto di aiuti alle famiglie, con l’arrivo del congedo parentale speciale, il voucher baby sitter, l’integrazione salariale, e non solo. Il Governo ha deciso di venire incontro anche ai cittadini lavoratori invalidi e alle loro famiglie, estendendo i permessi legge 104, che passano dagli attuali 3 giorni al mese a 12 giorni cumulativi per i mesi di marzo e aprile.

L’aumento dei giorni di permesso è previsto attualmente per due mesi, ma non si esclude un nuovo provvedimento per la proroga delle misure. Chi vorrà quindi potrà accedere alla richiesta dei permessi per molte più giornate rispetto a quelle consentite nel nostro sistema ordinario di welfare.

Permessi legge 104, più giorni concessi

Per fronteggiare l’emergenza coronavirus, il dl approvato il 16 marzo ha esteso il numero dei permessi legge 104 fruibili. Per i mesi di marzo ed aprile salgono ad un totale di 18 i giorni di permesso 104. Ai 3 giorni mensili riconosciuti in via ordinaria si aggiungono ulteriori 12 giornate cumulative.

Nello specifico, è l’articolo 24 del Decreto Legge n. 18 a stabilire che:

“Il numero di giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020. 2. Il beneficio di cui al comma 1 è riconosciuto al personale sanitario compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale impegnati nell’emergenza COVID-19 e del comparto sanità.”

I 12 giorni di permessi legge 104 in più sono da considerarsi cumulativi per il mese di marzo ed aprile.

Permessi Legge 104: a chi spettano

Normalmente, per legge, spettano 3 giorni al mese (frazionati in ore, anche continuativi) di permessi. A richiederli possono essere i lavoratori dipendenti:

  • genitori (anche se adottivi o affidatari);
  • coniuge (o parte dell’unione civile);
  • convivente;
  • parenti e affini entro il 2° grado;
  • il disabile stesso.

Il diritto ai permessi si estende ai parenti o affini entro il 3° grado se i genitori, il coniuge, la parte dell’unione civile o il convivente hanno compito 65 anni di età ovvero sono anch’essi affetti da patologie invalidanti a carattere permanente, sono deceduti o mancanti.

Come chiedere i permessi 104

La domanda di autorizzazione per i permessi retribuiti legge 104 deve essere presentata all’Inps (online o tramite patronato). Deve essere effettuata su un apposito modulo, reperibile sul portale web dell’ente.

Le modalità di richiesta autorizzazione sono le seguenti:

  • online – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto – servizio di “Invio OnLine di Domande di Prestazioni a Sostegno del Reddito”;
  • tramite Patronati– attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
  • tramite Contact Center Multicanale – attraverso il numero 803164 gratuito riservato all’utenza che chiama da telefono fisso e il numero 06164164con tariffazione a carico dell’utenza chiamante abilitato a ricevere esclusivamente chiamate da telefoni cellulari.

Una volta ottenuto il nullaosta dall’Inps, il dipendente può assentarsi dal lavoro per prestare assistenza al familiare, così come può farlo il disabile. La retribuzione dei giorni di permesso è totalmente a carico dell’Istituto, viene solo anticipata dal datore di lavoro. Il datore di lavoro non può opporsi alla concessione degli specifici permessi se comunicati in tempi ragionevoli.

 

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