Sostegni bis, nuovo contributo a fondo perduto: cambia il calcolo

C'è tempo fino al 28 maggio per presentare domanda per il contributo a fondo perduto previsto dal decreto Sostegni. E in arrivo c'è un nuovo contributo nel Sostegni bis

C’è tempo fino al 28 maggio per presentare domanda per il contributo a fondo perduto previsto dal decreto Sostegni del 22 marzo 2021. Si tratta di un bonus riconosciuto dall’Agenzia delle entrate sotto forma di denaro o, a scelta del contribuente, di credito d’imposta, a favore di tutti i soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione e di reddito agrario, titolari di partita IVA residenti o stabiliti in Italia.

Ad oggi sono già oltre 4 i miliardi di euro erogati per i contributi a fondo perduto dall’Agenzia delle Entrate a imprese e professionisti colpiti dalle conseguenze economiche dell’epidemia Covid, di cui molti con accredito diretto sul conto corrente dei beneficiari, e solo 122.196.026 richiesti sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione.

Lo scorso 24 aprile, dopo la firma del direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, sono partiti altri 372mila mandati di pagamento che, aggiungendosi a quelli eseguiti a partire dall’8 aprile 2021 e ai crediti di imposta riconosciuti, portano a 1 milione e 400mila i beneficiari del contributo a fondo perduto.

Contributo a fondo perduto, i requisiti

Ecco i requisiti per accedere al contributo:

  • il soggetto deve aver conseguito, nell’anno 2019, un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 10 milioni di euro. Per le società con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, occorre fare riferimento al secondo periodo d’imposta precedente a quello in corso al 23 marzo 2021, data di entrata in vigore del decreto Sostegni
  • importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi relativa all’anno 2020 inferiore almeno del 30% rispetto all’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi relativi all’anno 2019 oppure attivazione della partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019.

I soggetti che hanno attivato la partita Iva tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2020 non devono considerare l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi la cui data di effettuazione dell’operazione cade nel mese di attivazione della partita Iva. In questi casi deve essere conteggiato il fatturato e i corrispettivi con data di effettuazione operazione dal primo giorno del mese successivo all’attivazione della partita Iva.

Decreto Sostegni bis, come si calcola il nuovo contributo a fondo perduto

Ora, con il decreto Sostegni bis in arrivo, il premier Mario Draghi ha anticipato lo stanziamento di altri 14 miliardi per nuovi contributi a fondo perduto.

Con una novità: quella del doppio binario. Il calcolo delle perdite sarà sempre in base al fatturato o ai corrispettivi, ma si potrà scegliere il periodo di riferimento:

  • si può scegliere il confronto tra 2019 e 2020: il contributo sarà uguale a quello in via di erogazione in queste settimane e arriverà in automatico a chi già ha fatto domanda e ha ricevuto il bonifico dall’Agenzia delle Entrate
  • oppure si può scegliere il confronto tra il periodo 1 aprile 2019-31 marzo 2020 e 1 aprile 2020-31 marzo 2021.

Il dl Sostegni prevede che il contributo non concorra alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi.

Contributo a fondo perduto, quanto spetta

L’ammontare del contributo, che non può comunque essere superiore a 150mila euro, è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019.

La percentuale da applicare è:

  • 60% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a euro 100mila nel secondo periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • 50% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a euro 100mila e fino a euro 400mila nel secondo periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • 40% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a euro 400mila e fino a euro 1 milione nel secondo periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • 30% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a euro 1 milione e fino a euro 5 milioni nel secondo periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a euro 5 milioni e fino a euro 10 milioni nel secondo periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto.

Contributo a fondo perduto, come si calcola per chi rientra nel dl Sostegni

Per chi fa domanda entro il 28 maggio e rientra ancora nel primo decreto Sostegni, il calcolo del contributo deve essere effettuato così:

  • per i soggetti che hanno attivato la partita IVA fino al 31 dicembre 2018, se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa (almeno del 30%, in quanto requisito di accesso al contributo), a tale importo preso in valore assoluto, si applica la percentuale prevista in relazione alla fascia dei ricavi/compensi 2019, fermo restando il riconoscimento del contributo minimo se superiore
  • per i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019:
    – se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa (superiore, pari o inferiore al 30%), a tale importo si applica la percentuale prevista, fermo restando il riconoscimento del contributo minimo
    – se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è pari a zero o positiva, spetta l’importo minimo del contributo.

In presenza dei requisiti di accesso, il contributo è quindi comunque riconosciuto per un importo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Chi resta escluso dal fondo perduto

In attesa di sapere se le stesse percentuali verranno riconfermate nel dl Sostegni bis, restano in sospeso anche le categorie escluse dall’aiuto in precedenza, rispetto a cui nella bozza del decreto ancora nulla si sa. Le categorie rimaste fuori dal contributo sono:

  • i soggetti che hanno aperto la partita IVA dopo il 23 marzo 2021 (in questo caso è tuttavia escluso l’erede che abbia aperto una partita IVA successivamente a tale data per proseguire l’attività del de cuius, titolare di partita IVA prima di tale data)
  • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 23 marzo 2021;
  • gli enti pubblici di cui all’art. 74 del TUIR;
  • gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art.162-bis del TUIR.

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