Stipendio doppio a chi lavora di sabato: dove succede

La misura straordinaria di Luxottica per il mese di settembre intende far fronte alla crescita degli ordini e contrastare gli effetti del caro vita sui dipendenti

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Claudio Garau

Editor esperto in materie giuridiche

Laureato in Giurisprudenza, con esperienza legale, ora redattore web per giornali online. Ha una passione per la scrittura e la tecnologia, con un focus particolare sull'informazione giuridica.

Nella nutrita galassia di aziende e attività schiacciate dalla crisi economica ed energetica portata agli estremi dalla guerra in Ucraina, c’è invece chi sembra navigare in buone acque o addirittura prosperare nonostante le difficoltà.

Tra le “isole felici” sembra esserci anche Luxottica , che ha registrato una sensibile crescita degli ordini nelle ultime settimane.

Doppio stipendio: come funziona e dove sarà

Proprio per far fronte alla mole extra di lavoro, oltre che all’inflazione che sta affossando il potere d’acquisto dei consumatori, l’azienda italiana ha deciso di tenere le fabbriche aperte il più possibile anche nei fine settimana. E di garantire uno stipendio doppio a chi decide di lavorare al sabato.

La proposta avanzata dalla direzione riguarda i dipendenti dello stabilimento di Agordo, in provincia di Belluno, e sarà dunque su base volontaria.

Per il mese di settembre sono stati proposti quattro sabati di lavoro straordinario o due per quanto riguarda le lavorazioni in plastica. Secondo quanto previsto dagli accordi sindacali, le retribuzioni aggiuntive possono incrementare del 100% rispetto all’importo base.

Allo stesso tempo, sempre per agevolare i propri lavoratori, Luxottica renderà disponibile il servizio di trasporto gratuito verso lo stabilimento a chi accetterà di coprire i turni straordinari (tra gli altri benefit dell’azienda ricordiamo anche il premio di 4mila euro di cui abbiamo parlato qui).

Quanti dipendenti ha Luxottica

Sono in tutto oltre 11mila gli addetti che lavorano negli stabilimenti bellunesi di Agordo, Cencenighe e Sedico, in quello trevigiano di Pederobba, a Rovereto, a Lauriano (Torino) e nella sede di Milano Luxottica. Nel complesso, l’azienda conta circa 82mila dipendenti divisi in 13 stabilimenti in Italia e all’estero.

Quanto è ricca Luxottica

Gli affari in casa Del Vecchio vanno bene, come dimostra anche la classifica degli imprenditori più ricchi d’Italia (qui abbiamo spiegato chi era Leonardo Del Vecchio e come ha fatto a diventare l’uomo più ricco d’Italia). La famiglia proprietaria di Luxottica, con un patrimonio di 28,4 miliardi di euro, si è confermata anche nel 2022 al primo posto della consueta classifica pubblicata a metà agosto su Milano Finanza.

Al secondo posto troviamo invece Patrizio Bertelli e Miuccia Prada, con un patrimonio di 11,5 miliardi di euro, mentre sull’ultimo gradino del podio c’è Gianfelice e Paolo Rocca con 9,4 miliardi di euro. I Benetton figurano al quarto posto con 8,6 miliardi di euro, mentre gli Agnelli-Elkann occupano “soltanto” il quinto posto con 8,4 miliardi di euro (qui trovate la classifica degli italiani più ricchi quotati in Borsa).

Le iniziative delle altre aziende

Quella intrapresa da Luxottica non è però un’iniziativa inedita. Nel corso dell’estate, anche altre aziende hanno provato a contrastare gli effetti della crisi con interventi mirati a favore dei propri dipendenti. In Piemonte, ad esempio, i vertici dell’Acqua Sant’Anna hanno concesso ai lavoratori un mese di stipendio extra proprio contro il caro vita.

Spostandosi nella vicina Lombardia, la Brembo ha erogato un premio straordinario di mille euro lordi a ciascuno dei propri collaboratori in Italia. L’obiettivo era quello di “dare un segnale” in un “contesto macroeconomico italiano in cui il carovita è aumentato significativamente”.

Anche RadiciGroup ha stanziato oltre 2 milioni di euro per erogare un contributo di 1.000 euro lordi, sotto forma di premio una tantum erogato ai circa 1.500 addetti delle sedi italiane (compresi i lavoratori interinali). Anche in questo caso si è parlato di un “sostegno” escogitato “per fronteggiare l’aumento dei prezzi energetici e i rincari del costo della vita”.