Nuova gigafactory tutta italiana con 1.000 posti di lavoro

In Sicilia sorgerà una struttura importantissima per il percorso di transizione ecologica e per l'occupazione. Per un investimento di oltre 600 milioni di euro

In un periodo di profonda crisi, in cui il potere d’acquisto delle famiglie e il futuro delle imprese sono a dir poco compromessi, ogni notizia di opportunità di lavoro diventa ancora più preziosa. In questo caso la notizia di un progetto che porterà a 1.000 nuovi posti di lavoro, tra diretti e indiretti, e 600 milioni di euro di investimenti in Sicilia.

Dopo le imponenti gigafactory di Italvolt e Stellantis, anche Enel Green Power pianifica la realizzazione di uno stabilimento per la produzione di energia pulita, ma anziché batterie elettriche fabbricherà pannelli solari di ultima generazione per una capacità di 3 Gigawatt l’anno (a che punto siamo con la transizione ecologica in Italia? Ne abbiamo parlato qui).

Una gigafactory da record: di cosa si tratta

La società del Gruppo Enel attiva nel comparto delle rinnovabili ha stretto con la Commissione europea un accordo di finanziamento agevolato a fondo perduto da circa 118 milioni di euro per lo sviluppo a Catania della gigafactory Tango, acronimo di “iTaliAN Giga factOry” (qui avevamo parlato della gigafactory di Stellantis a Termoli). Si tratta della più grande fabbrica europea di pannelli solari di nuova generazione, che sorgerà nel cuore dell’Etna Valley e all’interno di 3Sun, lo stabilimento di Enel Green Power aperto nel 2010.

Numeri e obiettivi: posti di lavoro e meno gas russo

L’obiettivo è quello di creare, nel giro di un anno e mezzo, circa 1.000 nuovi posti di lavoro. La struttura aumenterà inoltre di 15 volte la capacità produttiva del sito, passando dagli attuali 200 MegaWatt a 3 GigaWatt. La produzione prevista a Catania, secondo i calcoli di Enel Green Power, potrà generare fino a circa 5,5 Twh di energia elettrica da rinnovabili l’anno. Il che significa che i pannelli solari permetteranno di tagliare fino a quasi 25 milioni di tonnellate di CO2 in dieci anni. Che tradotto ulteriormente vuol dire quasi 1,2 miliardi di metri cubi di gas l’anno in meno da acquistare all’estero (leggi: dalla Russia).

Il progetto prevede l’avvio i primi 400 MW di capacità a partire da settembre 2023, dopodiché entrerà a pieno regime nel luglio 2024. L’iniziativa si inserisce nell’ambito dei tentativi di riduzione della dipendenza energetica dalla Russia e di avanzamento nel campo della transizione ecologica (qui avevamo parlato della più grande gigafactory d’Europa in Italia). In questo senso la nuova gigafactory siciliana è un tassello strategico non solo per il nostro Paese, per per l’Europa intera.

Il futuro del fotovoltaico

L’intero progetto ruota attorno ai nuovi pannelli solari, tecnicamente “celle fotovoltaiche a eterogiunzione bifacciale”. Parliamo di una tecnologia in grado di assorbire l’energia da entrambi i lati, coi pannelli che possono essere sovrapposti con il sistema “Tandem”, che aumenta ulteriormente l’efficienza del 30%.

La domanda mondiale di moduli solari fotovoltaici “sta crescendo a un ritmo accelerato”, secondo il CEO del gruppo Enel, Francesco Starace. Si prevede che l’Europa “da sola assorbirà gran parte della domanda aggiuntiva grazie alla grande competitività e convenienza di questa tecnologia. La provenienza degli approvvigionamenti di queste importanti componenti rappresenta un punto debole nella filiera globale e vediamo la necessità di riequilibrare la sua distribuzione geografica che oggi è eccessivamente dipendente da un’unica fonte in Asia”.