Nuova gigafactory tutta italiana con 1.000 posti di lavoro

In Sicilia sorgerà una struttura importantissima per il percorso di transizione ecologica e per l'occupazione. Per un investimento di oltre 600 milioni di euro

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Claudio Garau

Editor esperto in materie giuridiche

Laureato in Giurisprudenza, con esperienza legale, ora redattore web per giornali online. Ha una passione per la scrittura e la tecnologia, con un focus particolare sull'informazione giuridica.

In un periodo di profonda crisi, in cui il potere d’acquisto delle famiglie e il futuro delle imprese sono a dir poco compromessi, ogni notizia di opportunità di lavoro diventa ancora più preziosa. In questo caso la notizia di un progetto che porterà a 1.000 nuovi posti di lavoro, tra diretti e indiretti, e 600 milioni di euro di investimenti in Sicilia.

Dopo le imponenti gigafactory di Italvolt e Stellantis, anche Enel Green Power pianifica la realizzazione di uno stabilimento per la produzione di energia pulita, ma anziché batterie elettriche fabbricherà pannelli solari di ultima generazione per una capacità di 3 Gigawatt l’anno.

Una gigafactory da record: di cosa si tratta

La società del Gruppo Enel attiva nel comparto delle rinnovabili ha stretto con la Commissione europea un accordo di finanziamento agevolato a fondo perduto da circa 118 milioni di euro per lo sviluppo a Catania della gigafactory Tango, acronimo di “iTaliAN Giga factOry”.

Si tratta della più grande fabbrica europea di pannelli solari di nuova generazione, che sorgerà nel cuore dell’Etna Valley e all’interno di 3Sun, lo stabilimento di Enel Green Power aperto nel 2010.

Numeri e obiettivi: posti di lavoro e meno gas russo

L’obiettivo è quello di creare, nel giro di un anno e mezzo, circa 1.000 nuovi posti di lavoro – sostenendo dunque il trend positivo visto nitidamente lo scorso anno. La struttura aumenterà inoltre di 15 volte la capacità produttiva del sito, passando dagli attuali 200 MegaWatt a 3 GigaWatt. La produzione prevista a Catania, secondo i calcoli di Enel Green Power, potrà generare fino a circa 5,5 Twh di energia elettrica da rinnovabili l’anno.

Il che significa che i pannelli solari permetteranno di tagliare fino a quasi 25 milioni di tonnellate di CO2 in dieci anni. Che tradotto ulteriormente vuol dire quasi 1,2 miliardi di metri cubi di gas l’anno in meno da acquistare all’estero (leggi: dalla Russia).

Il progetto prevede l’avvio i primi 400 MW di capacità a partire da settembre 2023, dopodiché entrerà a pieno regime nel luglio 2024. L’iniziativa si inserisce nell’ambito dei tentativi di riduzione della dipendenza energetica dalla Russia e di avanzamento nel campo della transizione ecologica.

In questo senso la nuova gigafactory siciliana è un tassello strategico non solo per il nostro Paese, per per l’Europa intera. Ed Enel continua ad assumere moltissime persone, come abbiamo spiegato qui.

Il futuro del fotovoltaico

L’intero progetto ruota attorno ai nuovi pannelli solari, tecnicamente “celle fotovoltaiche a eterogiunzione bifacciale”. Parliamo di una tecnologia in grado di assorbire l’energia da entrambi i lati, coi pannelli che possono essere sovrapposti con il sistema “Tandem”, che aumenta ulteriormente l’efficienza del 30%.

La domanda mondiale di moduli solari fotovoltaici “sta crescendo a un ritmo accelerato”, secondo il CEO del gruppo Enel, Francesco Starace. Si prevede che l’Europa “da sola assorbirà gran parte della domanda aggiuntiva grazie alla grande competitività e convenienza di questa tecnologia.

La provenienza degli approvvigionamenti di queste importanti componenti rappresenta un punto debole nella filiera globale e vediamo la necessità di riequilibrare la sua distribuzione geografica che oggi è eccessivamente dipendente da un’unica fonte in Asia”. Del fotovoltaico e della situazione in Italia, tra incentivi e reddito energetico, abbiamo parlato anche qui.