Covid, addio cassa integrazione per tutti: cosa cambia

Stop alla cassa integrazione per tutti come è accaduto nei primi mesi dell'emergenza. Nel 2021 verrà concentrata sui settori maggiormente in difficoltà.

Lo aveva annunciato il ministro dell’Economia Gualtieri una decina di giorni fa, ora è certo: La cassa integrazione “per tutti” per sostenere le aziende nella crisi innescata dalla pandemia di coronavirus finirà col 2020. Dal 2021 non sarà più generalizzata e gratuita.

“Escludo – aveva detto il titolare del Mef – che ci sia la cassa integrazione generalizzata e gratuita per tutti, già ora la stiamo superando”. Ci sarà, invece la cassa integrazione nella sua versione standard, spiega il ministro, e “qualche elemento specifico per sostenere i settori più in difficoltà”.

Dunque le imprese potranno continuare a usare i normali ammortizzatori sociali (la CIG 2020 con causale Covid non ha intaccato i massimali previsti) e ci saranno eventualmente interventi a sostegno di settori particolarmente colpiti dalla crisi economica determinata dal Coronavirus.

Il Governo riproporrà ammortizzatori più mirati rispetto a quelli fin qui previsti. Prevedibilmente inseriti nella manovra 2020 oppure in provvedimenti specifici nel prossimo autunno. Mentre, in vista, c’è una riforma degli ammortizzatori vera e propria, annunciata a più riprese dal ministero del Lavoro, Nunzia Catalfo e inserita fra gli interventi del Recovery Plan italiano, le cui linee guida sono state inviate dal Governo al Parlamento.

La cassa Covid, come noto, è prevista dal Decreto Agosto fino alla fine del 2020: ci sono altre 18 settimane, utilizzabili dallo scorso 13 luglio, in aggiunta alle 18 precedentemente previste dal Cura Italia e dal Decreto Rilancio. E’ previsto un meccanismo di domanda 9+9, con un contributo addizionale legato al fatturato per le imprese che chiedono le ultime nove settimane e hanno subito riduzioni dei ricavi inferiori al 20% per l’emergenza Covid. E c’è un meccanismo premiale, con un esonero contributivo per le imprese che, avendo utilizzato le cassa integrazione da maggio a metà luglio, non chiedono le ulteriori settimane. Infine, il divieto di licenziamento è a sua volta legato all’utilizzo della nuova CIG Covid.

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