Procedure, tasse e permessi per diventare venditore ambulante

Tutto quello che c’è da sapere per diventare venditore ambulante, tra documenti richiesti e step da seguire

La crisi economica, unita al recente boom dello street food (cibo da strada), ha spinto e continua a spingere molti italiani e non a reinventarsi dal punto di vista professionale, focalizzando la loro attenzione sul settore della vendita ambulante (non necessariamente nel settore alimentare).

Per diventare un venditore ambulante, però, bisogna essere in possesso di documenti, licenze e permessi specifici, oltre che seguire determinati step nell’articolato iter burocratico. Scopriamo ora insieme tutto quello che deve necessariamente sapere chi ha intenzione di diventare un venditore ambulante in Italia.

Diventare venditore ambulante: requisiti, documenti e autorizzazioni

A scanso di equivoci, partiamo subito da un presupposto: può fare il venditore ambulante solo chi soddisfa determinati requisiti. Il commercio ambulante, infatti, può essere svolto da persone fisiche (ditte individuali e società di persone, Sas o Snc) ma non da società di capitale (Spa o Srl). A tal proposito, la norma di riferimento, oltre alla specifica normativa regionale, è la Riforma Bersani (decreto N.114 del 1998). Ciò premesso, per vendere effettivamente cibo o altra merce in modalità ambulante sono necessarie determinate autorizzazioni, che vengono distinte in tipo A e tipo B.

Prima di capire come ottenere la licenza di venditore ambulante è molto importante conoscere questa distinzione: l’autorizzazione di tipo A dà la possibilità di avere un posteggio fisso e prevede una concessione comunale della durata di 10 anni nei posteggi nelle aree di mercato, oltre alla possibilità di svolgere attività di commercio ambulante itinerante in tutta la regione e di partecipare a fiere su tutto il territorio d’Italia.

Come già accennato, questa autorizzazione viene rilasciata dal Comune in cui si esercita la vendita. Per ottenere la licenza ambulante è necessario presentare la propria domanda con marca da bollo dal valore di 14,62 euro al Sindaco del Comune di appartenenza, a cui spetta il compito di assegnare un posto in un mercato in base alla disponibilità. Nell’eventualità in cui quest’ultima non ci fosse, è necessario aspettare il bando di concorso.

L’autorizzazione di tipo B, rilasciata dal Comune del richiedente, consente di ottenere una licenza itinerante su tutto il territorio nazionale, ma in questo caso è possibile svolgere l’attività solo in quei posteggi che non sono assegnati o che provvisoriamente non sono occupati da chi ne detiene la titolarità effettiva. Con la licenza di tipo B, è possibile fare il venditore ambulante con mezzi mobili e con soste limitate a una durata pari a 120 minuti. Questo tipo di autorizzazione abilita anche alla vendita al domicilio del consumatore. Per ottenere la licenza di vendita ambulante di tipo B è necessario inviare una lettera raccomandata con marca da bollo dal valore di 14,62 euro al Sindaco del Comune, che è chiamato a rilasciare il permesso richiesto entro il limite di 30 giorni.

Per chi ha in programma di vendere prodotti e articoli non alimentari è necessaria la sola autorizzazione di tipo B. In caso contrario, bisogna ottenere un’ulteriore specifica licenza alimentare ambulante, cioè il documento di iscrizione CCIAA (Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura) con data e numero. Non è tutto: chi intende vendere prodotti alimentari in modalità ambulante deve anche frequentare un corso specifico per il settore alimentare (presentando un documento che certifichi il numero di ore nelle quali si è frequentato il corso e il nome dell’istituto che lo ha ospitato). Una sola categoria fa eccezione per quest’ultimo aspetto e, pertanto, non deve frequentare il corso: chi ha conseguito il diploma di scuola alberghiera.

Diventare venditore ambulante: l’iter da seguire

Una volta ottenuta la licenza necessaria, ci sono ancora diversi step da seguire per completare l’iter burocratico necessario per diventare venditori ambulanti. Nello specifico, nel caso in cui non l’avesse già fatto, l’aspirante venditore ambulante deve necessariamente avviare la partita IVA e iscriversi alla Camera di Commercio e all’INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale).

La partita IVA viene rilasciata dall’Ufficio delle Entrate (è necessario compilare il modulo denominato AA9/7). Per ottenere l’iscrizione alla Camera di Commercio, invece, chi vuole diventare un venditore ambulante deve andare all’Ufficio del Registro e compilare il modulo R, oltre che procedere al pagamento del diritto annuale dal costo di 90 euro. Poi, è necessario recarsi all’INPS per l’iscrizione previdenziale. I vari spostamenti necessari per portare a termine tutta questa serie di operazioni burocratiche obbligatorie per diventare un venditore ambulante possono essere evitati avviando la procedura telematica, tramite commercialista o Caf.

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