Boom di richieste per questi lavori: ecco chi cercano le imprese

Il 2022 è stato l'anno della grande richiesta di nuovi lavoratori, ma l'offerta è rimasta congelata: le posizioni più ricercate in Italia

Il 2022 è stato un anno molto complicato dal punto di vista economico e lavorativo, con tante aziende che si sono trovate in difficoltà con l’aumento dei costi di gestione e lavoratori che si sono trovati senza un impiego a causa dei tagli che diversi datori hanno messo in atto. Ma è stato anche l’anno delle ricerche di nuovi impiegati, di tante figure e posizioni aperte che però, il più delle volte, non sono state poi occupate per difficoltà da parte delle aziende stesse di affidarsi a professionisti adeguati o, addirittura, per mancanza di candidati.

Il quadro, complicato e in salita, emerge dallo studio del rapporto Excelsior per l’anno che si sta per concludere, un 2022 che ha visto crescere la domanda delle imprese, situazione alla quale non è però seguita l’offerta di lavoratori.

Cresce la richiesta, ma non l’offerta

Stando a quanto riportato nel rapporto Excelsior, pubblicato sulle pagine de Il Sole 24 Ore, rispetto al 2021 le imprese hanno aumentato la richiesta di assunzioni, ma dall’altro lato non è corrisposta l’offerta. Infatti nel 2022 il 60% delle imprese con dipendenti ha previsto assunzioni, ma nel 41% dei casi la selezione si è rivelata essere più complicata del previsto. Le cause? Dall’inadeguatezza del candidato (33% dei casi), passando all’assenza sul mercato del lavoro della figura (qui vi abbiamo parlato della settimana di lavoro corta) o ancora per la difficoltà di reperimento del candidato stesso (40,5%).

Si tratta di ostacoli difficili da affrontare che, tanto al Nord quanto al Sud, hanno portato l’offerta di lavoro a essere superata dalla domanda e non aver concluso in alcun modo l’assunzione. Nello specifico, guardando al divario regionale, è il Trentino Alto-Adige ad aver registrato maggior difficoltà nel reperire i candidati, col 50,3% dei lavoratori ricercati che non sono stati trovati. La media nazionale del 41% è superata poi in regioni come Piemonte, Lombardia, Veneto, EmiliaRomagna, Umbria e Marche, mentre si attesta al di sotto solo in Sardegna (38,3%), Molise (37,1%), Campania (35%), Puglia (33,7%), Basilicata (38%), Calabria (36,8%), Sicilia (35,3%) e Lazio (34,4%).

I profili maggiormente ricercati

Ma quali sono stati i profili più ricercati e per i quali, purtroppo per le aziende, non è stato possibile arrivare al “match perfetto”? Secondo il rapporto Excelsior sono ben 5, principalmente in settori manifatturieri nei quali i problemi di mismatch sono stati più elevati. Tra i profili troviamo quelli riguardanti il commercio e riparazione dei veicoli (55% di difficoltà di reperimento delle risorse), industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (53%), industrie del legno e del mobile, costruzioni, servizi informativi, tutti e tre con percentuali intorno al 52%.

Grande ricerca, ma anche tanti problemi nel reperire risorse lavorative, anche per operai e tecnici specializzati (55% di “mismatch”). Per costoro le aziende dichiarano di impiegare quasi cinque mesi prima di riuscire a trovare il candidato in possesso delle caratteristiche e delle competenze richieste (e qualche volta lo si “ruba” a un’altra azienda).

Ma oltre a queste posizioni, non manca la difficoltà anche nel reperire gruppi di “alto profilo”, ovvero specialisti e dirigenti per i quali il tempo medio di ricerca da parte dei datori è di poco inferiore ai quattro mesi. Addirittura sei, invece, i mesi per ricercare tecnici alimentari ed edili, e, tra gli operai, per gli addetti alla produzione di mobili e idraulici (qui vi abbiamo parlato di tutti gli aumenti per il 2023 in busta paga).

I giovani lavoratori più richiesti

Passando invece alle figure per i più giovani, ovvero per gli under 29 che si sono affacciati da poco al mondo del lavoro, cinque sono le figure maggiormente ricercate e difficili da reperire. Il profilo più difficile da soddisfare, secondo il rapporto, sarebbe quello del farmacista, col 73% di difficoltà, seguito da tecnici programmatori (68%), idraulici e posatori di tubazioni idrauliche e gas (67%), elettricisti nelle costruzioni civili (67%) e attrezzisti di macchine utensili (67%).