Borse, UE e Regno Unito in lizza per accrescere l’appeal dei mercati

Dopo che la Commissione europea ha presentato misure volte a sviluppare ulteriormente l'Unione dei mercati dei capitali, il governo britannico ha annunciato una delle più grandi revisioni della regolamentazione finanziaria in oltre tre decenni

Mentre gli investitori tentano di superare la volatilità e l’incertezza che stanno caratterizzando i mercati finanziari nel 2022, le autorità del Vecchio Continente stanno già guardando oltre le attuali contingenze, con l’obiettivo di costruire dei mercati dei capitali più attraenti per società finanziarie e imprese in generale. Nella stessa settimana, infatti, Unione europea e Regno Unito hanno presentato due pacchetti di norme che intendono potenziare il proprio appeal e, indirettamente, indebolire quello del vicino.

Gli sforzi per l’Unione dei mercati dei capitali

Mercoledì 7 dicembre la Commissione europea ha presentato misure che hanno l’obiettivo di sviluppare ulteriormente l’Unione dei mercati dei capitali dell’UE e, per quanto riguarda i servizi di compensazione, di ridurre la sua dipendenza da Londra, che continua a essere centrale per l’infrastruttura finanziaria europea anche dopo la Brexit.

Le misure, che saranno ora presentate al Parlamento europeo e al Consiglio per adozione, puntano a: aumentare l’attrattiva e la resilienza dei servizi di compensazione dell’UE mediante il sostegno all’autonomia strategica aperta e preservando la stabilità finanziaria dell’UE; armonizzare alcune norme in materia di insolvenza delle imprese in tutta l’UE, rendendole più efficienti e contribuendo a promuovere gli investimenti transfrontalieri; alleggerire, attraverso una nuova normativa sulle quotazioni, l’onere amministrativo che grava sulle imprese di tutte le dimensioni, in particolare sulle PMI, in modo da agevolarne l’accesso al finanziamento sui mercati pubblici tramite la quotazione in borsa.

“Mai i tempi sono stati più propizi per aiutare le imprese europee ad accedere a diverse fonti di finanziamento affinché possano crescere e innovarsi, creare posti di lavoro e attrarre investimenti – ha commentato Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione UE – Questo è sempre stato l’obiettivo dell’Unione dei mercati dei capitali. I progressi realizzati finora sono buoni, ma si può fare di più“.

Il rilancio di Londra dopo la Brexit

A due giorni di distanza, venerdì 9 dicembre, il governo del Regno Unito ha annunciato ampie riforme alla regolamentazione finanziaria che, a suo dire, rivedranno le leggi dell’UE che “soffocano la crescita”. Il pacchetto di 30 misure include un allentamento della regola che impone alle banche di separare le loro operazioni retail dai loro rami di investimento. Questa norma era stata introdotta dopo la crisi finanziaria del 2008, quando alcune banche avevano dovuto affrontare il collasso.

Chiamate Edinburgh Reforms, le nuove norme intendono assicurare che i mercati finanziari del Regno Unito siano tra i più aperti e attraenti al mondo, rivedendo anche il regime delle quotazioni, per rendere più attraente per le aziende raccogliere capitali in UK.

I piani per allentare le normative sui servizi finanziari sono stati descritti come un altro “Big Bang“, un riferimento alla deregolamentazione dei servizi finanziari da parte del governo di Margaret Thatcher nel 1986. Il settore dei servizi finanziari è vitale per la Gran Bretagna, contribuendo con 216 miliardi di sterline all’anno all’economia. Ciò include 76 miliardi di sterline di entrate fiscali, sufficienti a finanziare l’intera forza di polizia e il sistema scolastico statale, impiegando oltre 2,3 milioni di persone, di cui 1,4 milioni fuori Londra.

“Ci impegniamo a garantire lo status del Regno Unito come uno degli hub di servizi finanziari più aperti, dinamici e competitivi al mondo, ha affermato Jeremy Hunt, Cancelliere dello Scacchiere (il corrispondente britannico del ministro delle Finance).

Le proposte di riforma “si impadroniscono delle nostre libertà legate alla Brexit per fornire un regime normativo agile e sviluppato internamente che funzioni nell’interesse dei cittadini britannici e delle nostre imprese”, ha aggiunto, sottolineando che “andremo oltre, apportando riforme alle gravose leggi dell’UE che soffocano la crescita in altri settori come la tecnologia digitale e le scienze della vita”.