Luce e gas +11,5%, in 6 mesi le bollette sono aumentate di 1,8 miliardi di euro

L'impatto del conflitto sui costi dell'energia: la Lombardia registra la spesa più alta, seguita da Veneto e Lazio

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Da febbraio ad agosto 2026 le famiglie italiane stanno pagando un conto salato per luce e gas. Le tensioni internazionali e il conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran hanno portato l’indice dei prezzi al consumo di elettricità, gas e altri combustibili a registrarsi a +11,4%. In numeri significa un aggravio di 1,8 miliardi di euro sulle bollette.

L’impatto degli aumenti sul territorio analizzato da Confartigianato lascia il segno sui portafogli. A Roma le famiglie hanno pagato un extra del 9,5% sulle bollette, per un totale di 123 milioni di euro; a Milano il prezzo dell’energia è aumentato del 12,6%, mentre a Gorizia e Verona si sono registrati i rincari più intensi, rispettivamente del +15,6% e del +15,5%.

Luce e gas più care: in 6 mesi +1,8 miliardi

Secondo l’analisi di Confartigianato, presentata durante la 22ª edizione della convention annuale “Energies and Sustainability Confartigianato High School”, le famiglie italiane hanno pagato 1,8 miliardi in più per luce e gas da quando è iniziato l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran.

Nello specifico:

  • per il gas +13,5%;
  • per l’elettricità +10,1%.

Rincari che superano di gran lunga l’inflazione (fissata al 2,8%) dello stesso periodo, ovvero tra febbraio e agosto 2026.

Dove i rincari pesano di più

Secondo lo studio, tra febbraio e agosto le famiglie più colpite sono state quelle lombarde. Nella regione del Nord, infatti, l’aggravio complessivo è stato di 329 milioni di euro (+12,3%) in sei mesi per le forniture energetiche.

A seguire c’è il Veneto, dove la spesa complessiva extra è stata di 216 milioni di euro (+14,5%), mentre il terzo gradino del podio spetta al Lazio con una crescita di 166 milioni di euro.

Il resto della classifica regionale vede:

  • l’Emilia-Romagna con 155 milioni di euro;
  • il Piemonte con 144 milioni di euro;
  • la Campania con 123 milioni di euro;
  • la Toscana con 106 milioni di euro;
  • la Puglia con 95 milioni di euro;
  • la Sicilia con 91 milioni di euro;
  • il Friuli-Venezia Giulia con 58 milioni di euro;
  • la Liguria con 51 milioni di euro;
  • il Trentino-Alto Adige con 47 milioni di euro;
  • le Marche con 43 milioni di euro;
  • la Calabria con 41 milioni di euro;
  • la Sardegna con 35 milioni di euro;
  • l’Abruzzo con 32 milioni di euro;
  • l’Umbria con 25 milioni di euro;
  • la Basilicata con 12 milioni di euro;
  • il Molise con 7 milioni di euro;
  • la Valle d’Aosta con 4 milioni di euro.

Se si guarda a livello provinciale, la classifica vede in testa Roma (con 123 milioni di euro e una crescita dei prezzi dell’energia sul territorio del 9,5%), seguita da Milano (con 116 milioni di euro di stangata e una crescita dei prezzi del 12,6%), poi Torino con 75 milioni di euro, Napoli con 63 milioni e Verona con 42 milioni.