Manovra, dal bonus elettrodomestici all’ex Ilva: le misure allo studio per imprese e industria

Nella manovra allo studio misure per Transizione 5.0, Zes unica, bonus elettrodomestici, Nuova Sabatini ed ex Ilva: ipotesi 400 milioni per il preridotto

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Il governo lavora al pacchetto di misure per la politica industriale da inserire nella prossima manovra. Gli interventi potrebbero arrivare con il disegno di legge di bilancio e con un decreto legge collegato, entrambi attesi a ottobre. Il dossier riguarda diversi capitoli: dal piano Transizione 5.0 alla Zona economica speciale, dal possibile rinnovo del bonus elettrodomestici fino al riassetto dell’ex Ilva. Alcune misure potrebbero essere definite subito, altre rinviate all’iter parlamentare attraverso emendamenti del governo o della maggioranza.

Transizione 5.0, possibile rifinanziamento

Sul piano Transizione 5.0 non ci sarebbe un’emergenza immediata di risorse, ma l’aumento delle prenotazioni sulla piattaforma del Gse potrebbe rendere necessario un rifinanziamento. Il governo valuta anche un allungamento dell’attuale programma, che oggi copre gli investimenti realizzati fino al 30 settembre 2028. L’obiettivo è dare più certezze alle imprese che devono programmare investimenti in innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica. Gli ultimi dati citati dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, indicano 20mila istanze e progetti per circa 6 miliardi di euro di investimenti pianificati.

Zes unica, richiesta da 4 miliardi

Un altro capitolo riguarda la Zona economica speciale unica. Sul tavolo c’è il rifinanziamento del credito d’imposta per gli investimenti nell’attuale perimetro, che comprende le regioni del Mezzogiorno, più Umbria e Marche. Il sottosegretario per il Sud, Luigi Sbarra, chiede almeno lo stesso livello previsto dall’ultima manovra: 4 miliardi di euro su base triennale.

Si valuta anche un’estensione al Centro-Nord, ma limitata alle procedure di semplificazione burocratica. L’ipotesi è evitare l’allargamento del bonus fiscale per non aprire un confronto con l’Unione europea e per non dover trovare coperture più elevate.

Bonus elettrodomestici verso il rinnovo

Tra le misure allo studio c’è anche il possibile rinnovo del bonus elettrodomestici. La precedente versione, lanciata dal Mimit con una dotazione di 50 milioni di euro, era andata esaurita in poche ore. Il nuovo incentivo potrebbe arrivare durante la conversione in legge della manovra, quindi non necessariamente nel testo iniziale. La misura viaggia in parallelo alla possibile conferma del bonus mobili ed elettrodomestici legato alle ristrutturazioni edilizie. I due strumenti, però, sarebbero alternativi e non cumulabili tra loro.

Nuova Sabatini e contratti di sviluppo

Il Tesoro sta valutando anche il rifinanziamento dei contratti di sviluppo e della Nuova Sabatini. Si tratta di due strumenti usati per sostenere gli investimenti delle imprese. Entrambi resteranno attivi anche dopo la riforma degli incentivi presentata dal Ministero delle Imprese. Le due misure avevano già ricevuto nuove risorse con la precedente legge di bilancio, ma il ritmo delle domande e l’utilizzo dei fondi potrebbero richiedere un nuovo intervento.

Ex Ilva, ipotesi 400 milioni per il preridotto

Un capitolo specifico riguarda l’ex Ilva. In attesa di certezze dalla Cassazione sul destino dell’area a caldo, il governo lavora a un possibile riassetto industriale. L’ipotesi è un rifinanziamento da 400 milioni di euro per l’impianto destinato alla produzione del preridotto, il semilavorato contenente ferro che potrà alimentare il futuro forno elettrico di Taranto.

Le nuove risorse si aggiungerebbero alla vecchia dotazione, di poco inferiore a 800 milioni di euro, già indirizzata con il decreto Pnrr di giugno verso contratti di sviluppo per la decarbonizzazione del polo siderurgico.