Congedo parentale 2020, l’aiuto Inps ai genitori che lavorano

Un aiuto concreto ai genitori che lavorano e che hanno bambini piccoli. Ecco come funziona per il 2020 e come richiederlo

Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativo dal lavoro concesso dall’Inps ai genitori per prendersi cura del proprio bambino nei suoi primi anni di vita. È riconosciuto esclusivamente a lavoratrici e lavoratori dipendenti.

Come funziona

Il congedo parentale, in attesa di eventuali riforme di cui si sta discutendo, anche per il 2020 spetta ai genitori naturali, che abbiano un rapporto di lavoro dipendente, entro i primi 12 anni di vita del bambino, per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a 10 mesi.

I mesi salgono a 11 se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi. Ai neo papà è anche riconosciuto uno speciale congedo di paternità pari a 7 giorni giorni retribuiti, alla nascita del figlio.

Il periodo complessivo può essere fruito dai genitori anche contemporaneamente. Se il rapporto di lavoro cessa all’inizio o durante il periodo di congedo, il diritto al congedo stesso viene meno dalla data di interruzione del lavoro.

Per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, l’indennità è anticipata dal datore di lavoro. Per gli operai agricoli a tempo determinato, i lavoratori stagionali a termine, i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato, i lavoratori iscritti alla Gestione Separata e quelli autonomi è previsto il pagamento diretto dall’Inps.

Chi ha diritto al congedo parentale

Il diritto al congedo parentale spetta:

  • alla madre lavoratrice dipendente per un periodo continuativo o frazionato di massimo 6 mesi;
  • al padre lavoratore dipendente per un periodo continuativo o frazionato di massimo 6 mesi, che possono diventare 7 in caso di astensione dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi;
  • al padre lavoratore dipendente, anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre (a partire dal giorno successivo al parto) e anche se la stessa non lavora;
  • al genitore solo (o padre o madre) per un periodo continuativo o frazionato di massimo 10 mesi.

Ai lavoratori dipendenti che siano genitori adottivi o affidatari, il congedo parentale spetta con le stesse modalità dei genitori naturali, quindi entro i primi 12 anni dall’ingresso del minore nella famiglia, indipendentemente dall’età del bambino all’atto dell’adozione o affidamento, e non oltre il compimento della sua maggiore età.

In caso di parto, adozione o affidamento plurimi, il diritto al congedo parentale spetta alle stesse condizioni per ogni bambino.

Esiste anche la possibilità di frazionare il congedo parentale a ore, ma in questo caso a ciascun settore è riconosciuta massima autonomia nello stabilire le modalità di fruizione.

Chi è escluso dal congedo parentale

L’indennità di congedo non spetta a:

  • genitori disoccupati o sospesi;
  • genitori lavoratori domestici;
  • genitori lavoratori a domicilio.

Quanto spetta

Ai genitori lavoratori dipendenti spetta:

  • un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, calcolata in base alla retribuzione del mese precedente l’inizio del periodo di congedo, entro i primi 6 anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) e per un periodo massimo complessivo (madre e/o padre) di 6 mesi;
  • un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, dai 6 anni e un giorno agli 8 anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento), solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione ed entrambi i genitori non ne abbiano fruito nei primi 6 anni o per la parte non fruita anche eccedente il periodo massimo complessivo di 6 mesi;
  • nessuna indennità dagli 8 anni e un giorno ai 12 anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento).

Il diritto all’indennità si prescrive entro un anno e decorre dal giorno successivo alla fine del periodo indennizzabile. Per evitare la perdita del diritto, è necessario che la lavoratrice o il lavoratore presentino all’Inps (prima dello scadere dell’anno) istanze scritte di data certa, dirette a ottenere il pagamento della indennità.

Quando e come fare domanda

La domanda va inoltrata prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto. Se viene presentata dopo saranno pagati solo i giorni di congedo successivi alla data di presentazione della domanda.

Le lavoratrici e i lavoratori possono presentare la domanda di congedo parentale online all’Inps attraverso il servizio dedicato.

In alternativa, si può fare la domanda tramite Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile; oppure presso gli enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti.

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