Lavoro, occupazione in aumento ma non per i Millennial: fascia 35-49 anni resta ferma

Occupati a 24,3 milioni (+123mila), disoccupazione al 5,1%. Crescono uomini, donne e contratti stabili. In affanno solo la fascia 35-49 anni

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Continua la crescita dell’occupazione in Italia, stando alle stime provvisorie relative ad aprile diffuse oggi dall’Istat. Secondo i dati dell’Istituto, si registra un aumento consistente dei lavoratori, accompagnato da una diminuzione sia dei disoccupati sia degli inattivi. Unico neo, la sostanziale stabilità per la fascia d’età 35-49 anni.

I dati del mese in sintesi

Su base mensile, il confronto con marzo 2026 mostra un trend di crescita robusto e diffuso. Il numero totale di occupati ha raggiunto quota 24 milioni e 337mila unità.

Di seguito la sintesi delle variazioni rispetto al mese precedente:

  • gli occupati sono in aumento di 123mila unità (+0,5%);
  • i disoccupati sono in calo di 18mila persone (-1,3%);
  • gli inattivi (fascia 15-64 anni) sono in diminuzione di 102mila unità (-0,8%).

L’effetto combinato di questi movimenti ha portato a un miglioramento generalizzato dei tassi:

  • il tasso di occupazione sale al 63,1% (+0,3 punti);
  • il tasso di disoccupazione scende al 5,1% (-0,1 punti);
  • il tasso di inattività scende al 33,4% (-0,3 punti).

Significativo il dato sul fronte giovanile: il tasso di disoccupazione per i ragazzi under 24 è crollato al 16,9%, registrando una flessione di ben 0,8 punti percentuali rispetto a marzo.

I dati in crescita

La crescita ha coinvolto trasversalmente entrambi i sessi. Si contano infatti 64mila lavoratori in più tra gli uomini e 60mila in più tra le donne. L’occupazione risulta in crescita di 0,4 punti per gli uomini e 0,3 punti per le donne. Per entrambe le componenti, il tasso di disoccupazione cala di 0,1 punti e quello di inattività di 0,3 punti.

Anche su base annua, il tasso di occupazione aumenta per uomini e donne (+0,4 e +0,8 punti rispettivamente) e diminuisce quello di disoccupazione (-0,9 e -1,1 punti); il tasso di inattività, invece, cresce per gli uomini (+0,3 punti) e cala per le donne (-0,2 punti).

Dal punto di vista contrattuale le notizie sono buone, con tutti i principali segmenti in aumento. In particolare:

  • i dipendenti permanenti (16,48 milioni) crescono dello 0,5%;
  • i dipendenti a termine (2,525 milioni) aumentano dello 0,8%;
  • gli autonomi (5,332 milioni) segnano un +0,6%.

Per quanto riguarda le fasce d’età, a guidare la ripresa congiunturale sono state le componenti più giovani della popolazione attiva: i 15-24enni con un +2,8% e i 25-34enni con un +1,0%.

Perché la fascia dei Millennials non cresce

Non mancano tuttavia alcune eccezioni. La fascia 35-49 anni, quella che raccoglie in parte i Millennials, rappresenta l’unica vera zona d’ombra del quadro. Per questa classe d’età, infatti, il numero di occupati è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente.

All’interno di questo gruppo si è registrato un aumento dei disoccupati pari a 6mila unità, corrispondente a un +1,3%. Si tratta dell’unico segmento in controtendenza rispetto al resto della popolazione, nel quale la disoccupazione è invece diminuita.

Il confronto su base annua

I dati di aprile 2026, paragonati con quelli di aprile 2025, confermano la ripresa del mercato del lavoro.

Indicatore Variazione annua (aprile ’25 – aprile ’26) Dato assoluto
Occupati totali +1,1% +269.000 unità
Dipendenti permanenti +0,9% +143.000
Lavoratori autonomi +3,7% +190.000
Dipendenti a termine -2,5% -64.000

Nel lungo periodo, il tasso di occupazione guadagna 0,6 punti percentuali, mentre il tasso di disoccupazione scende di un punto intero (da 6,1% a 5,1%). Resta però un arretramento per i giovanissimi (15-24 anni, -3,8% di occupati) e conferma il calo dei contratti a termine.