Caldo estremo, scatta l’ordinanza: stop al lavoro all’aperto nelle ore più calde

In Emilia-Romagna è vietato lavorare sotto il sole dalle 12.30 alle 16 nei giorni a rischio elevato fino al 15 settembre. Coinvolti agricoltura, edilizia, logistica, cave e rider

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Emanuela Galbusera

Giornalista di attualità economica

Giornalista pubblicista, ha maturato una solida esperienza nella produzione di news e approfondimenti relativi al mondo dell’economia e del lavoro e all’attualità, con un occhio vigile su innovazione e sostenibilità.

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L’Emilia-Romagna anticipa la lotta agli effetti delle ondate di calore sul lavoro e vara un mese prima rispetto allo scorso anno la nuova ordinanza regionale contro il caldo estremo. Firmato dal presidente della Regione, Michele De Pascale, il provvedimento entra in vigore dal 3 giugno e resterà valido fino al 15 settembre 2026.
L’obiettivo è tutelare la salute di lavoratrici e lavoratori esposti alle alte temperature durante le attività all’aperto, limitando l’esposizione nelle ore più critiche della giornata e prevenendo malori, colpi di calore e incidenti sul lavoro.

Stop al lavoro dalle 12.30 alle 16 nei giorni a rischio alto

L’ordinanza prevede il divieto di svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16 nei giorni in cui il sistema di monitoraggio Worklimate segnala un livello di rischio “Alto” per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa. Lo stop si applica a ogni lavoratrice e lavoratore, senza alcuna differenza di ruoli, inquadramento e applicazione contrattuale, impegnato in:

  • agricoltura e florovivaismo;
  • cantieri edili e attività affini;
  • piazzali della logistica destinati al deposito merci;
  • cave;
  • rider impegnati nelle consegne con biciclette ed e-bike.

Si tratta di un ampliamento rispetto al 2025, quando il provvedimento si applicava principalmente ad agricoltura, edilizia e logistica.

Novità 2026: entrano cave e rider

La principale novità dell’ordinanza riguarda proprio l’estensione della tutela a nuove categorie professionali particolarmente esposte al rischio caldo. Da quest’anno il divieto comprende anche il lavoro nelle cave e i rider, per la consegna merci con mezzi a pedalata anche assistita.

Per quanto riguarda i rider, la Regione introduce inoltre un obbligo specifico per le piattaforme di consegna: il rischio calore dovrà essere considerato nei parametri che determinano tempi di consegna e e distanza massime di percorrenza, anche intervenendo sul proprio algoritmo se il lavoro è organizzato tramite piattaforma digitale.

Cantieri: orari più flessibili per evitare il picco di calore

L’ordinanza introduce anche una deroga sugli orari dei cantieri edili e affini all’aperto. Nel periodo di validità del provvedimento sarà possibile anticipare o posticipare di un’ora l’inizio e la fine dei lavori, anche svolgendo attività rumorose temporanee in deroga ai regolamenti comunali. Resta comunque la facoltà per sindaci e amministrazioni locali di adottare ulteriori ordinanze sul territorio di competenza.

Quando scatta lo stop al lavoro

Lo stop non scatterà automaticamente ogni giorno. Il divieto sarà attivo soltanto nelle aree e nelle giornate in cui le mappe previsionali di Worklimate indicheranno un livello di rischio “Alto” alle ore 12 per lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa. Il sistema, sviluppato da Inail e Cnr, fornisce quotidianamente previsioni sul rischio da calore per supportare aziende e lavoratori nella prevenzione.

“L’obiettivo è offrire ai lavoratori il massimo strumento di protezione dai cambiamenti climatici, in particolar modo dall’impatto che questi hanno sulle persone che lavorano”

ha commentato l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia.