Quali sono le spese mediche detraibili dalle tasse

Quali spese mediche si possono detrarre e quali no nel modello 730 o Redditi di quest'anno?

Nel compilare la Dichiarazione dei Redditi annuale, sono molti gli aspetti che ognuno di noi deve tenere in conto. Con la nuova Legge di Bilancio 2020, si è infatti ampliato l’elenco di spese detraibili con pagamenti tracciabili, così come si è andato ad aggiornare quello delle spese mediche detraibili dall’Irpef. Per una somma pari al 19%, che di fatto consente ai contribuenti di pagare meno tasse. Ma come funziona questo tipo di detrazione? Quali spese si possono effettivamente scaricare e quali sono i limiti imposti? Scopriamolo insieme, andando a seguire le regole dettate in materia dall’Agenzia delle Entrate.

Spese mediche detraibili: le regole da seguire

Acquisto di medicinali, prestazioni specialistiche, fisioterapia, analisi o ricoveri, sono solo alcune delle spese mediche detraibili dal modello 730 per ridurre l’imposta sul reddito. I contribuenti possono approfittare della detrazione dall’Irpef del 19%, a patto però di seguire una serie di regole generali emanate dall’Agenzia delle Entrate. Se sul portale dell’Istituto è possibile consultare nel dettaglio la normativa, in questa sede vogliamo prendere in esame solo le regole principali, con un approccio il quanto più accessibile a tutti. 

Regole, queste, aggiornate al 2021, e che prima di tutto prevedono di indicare le spese mediche detraibili nella Dichiarazione dei Redditi dell’anno in cui sono state effettivamente sostenute, documentandole con i giusti mezzi. Si tratta, a seconda dei casi, di scontrini “parlanti” – che riportano tutte le informazioni su natura, tipologia e quantità di ciò che è stato acquistato, assieme al codice fiscale dell’acquirente -, ricevute fiscali, fatture, prescrizioni mediche, certificazioni o autocertificazioni. Tali giustificativi devono essere conservati fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui abbiamo presentato il 730.

Generalmente, il pagamento deve essere di tipo tracciabile, e quindi effettuato con bonifico, carte di debito, carte di credito e prepagate, assegni bancari e circolari, e ancora wallet elettronici. Pagando in contanti non avremo diritto alla detrazione, ad eccezione delle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, e per quelle legate a prestazioni sanitarie erogate dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale. La detraibilità delle spese mediche tocca anche quelle sostenute per i familiari fiscalmente a carico e quelle relative ad una persona deceduta – se sostenute dagli eredi dopo il suo decesso, anche nel caso non fosse un familiare a carico.

Quanto si risparmia con la detraibilità delle spese mediche

Come già detto, possiamo detrarre dall’Irpef il 19% delle spese sanitarie sostenute nell’anno di riferimento. L’importo deve essere superiore a 129,11 euro, la franchigia da sottrarre al totale detraibile. Il risultato è per l’appunto la cifra su cui calcolare la detrazione del 19%. Per fare un esempio, poniamo di aver speso 500 euro per spese sanitarie nostre o di un familiare a carico. Sottraendo la franchigia di 129,11 euro, e calcolando la percentuale, potremo recuperare nel 730 circa 70 euro. 

Nel caso l’importo totale delle spese mediche non superi la franchigia, non potremo accedere alle detrazioni fiscali previste. Esistono comunque delle eccezioni, in particolare alcune spese affrontate per le persone con disabilità, come ad esempio l’acquisto di mezzi speciali e di arti artificiali per la deambulazione, o il costo per il trasporto in ambulanza del paziente. Su queste somme è consentito calcolare integralmente la detrazione del 19%, senza andare ad applicare la franchigia sull’importo detraibile. 

Spese mediche detraibili: quali sono

Apprese le regole dell’Agenzia delle Entrate, è tempo di capire quali sono di fatto le spese mediche detraibili dall’Irpef. Secondo le indicazioni dell’Istituto, possiamo “sgonfiare” il nostro reddito imponibile del 19% con:

  • Prestazioni di medicina generale, comprese quelle di un medico omeopatico
  • Acquisto di medicinali da banco e con ricetta, inclusi quelli di medicina omeopatica
  • Acquisto di alimenti a fini medici speciali e senza glutine, esclusi quelli per i lattanti
  • Prestazioni specialistiche
  • Analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie
  • Prestazioni chirurgiche
  • Ricoveri per degenze/interventi chirurgici
  • Trapianto di organi
  • Cure termali, a cui non vanno sommate le spese per l’eventuale viaggio e il soggiorno
  • Acquisto o affitto di dispositivi medici e attrezzature sanitarie, incluse le protesi
  • Assistenza infermieristica
  • Riabilitazione
  • Prestazioni rese da personale in possesso della qualifica di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza della persona 
  • Prestazioni rese con la qualifica di educatore professionale
  • Prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale

Spese mediche pagate all’estero

Come spesso accade nella normativa nella sua interezza, anche per le spese mediche detraibili sono presenti dei casi particolari. Un esempio sono le spese sostenute all’estero, che seguono le stesse regole di quelle affrontate in Italia. Avremo allora bisogno di una documentazione da usare come giustificativo, in cui devono essere presenti le stesse informazioni degli acquisti effettuati nel nostro Paese. Sempre seguendo la regolamentazione, è importante notare che i documenti in lingua straniera vanno presentanti tradotti in italiano: l’obbligo di traduzione non interessa però i residenti in Valle d’Aosta, se la documentazione è scritta in francese, e i residenti a Bolzano, se scritta in tedesco.