La Corte di Cassazione italiana ha stabilito che il modulo compilato dai passeggeri al banco del bagaglio smarrito in aeroporto, il cosiddetto Pir (Property Irregularity Report), ha pieno valore di reclamo formale. La decisione colma una lacuna procedurale che alcune compagnie aeree sfruttavano per negare i risarcimenti ai passeggeri che avevano già seguito correttamente tutte le procedure previste in aeroporto.
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Cosa dice la Cassazione
Con l’Ordinanza n. 8684/2026, pubblicata il 7 aprile 2026, la Cassazione ha chiarito che il Pir soddisfa i requisiti del reclamo formale previsti dall’articolo 31 della Convenzione di Montreal del 1999. Si tratta del trattato internazionale che regola la responsabilità delle compagnie aeree in caso di perdita, danno o ritardo del bagaglio.
Il caso riguardava un passeggero di un volo Eurowings da Catania a Copenaghen, con scalo a Düsseldorf, operato il 30 agosto 2018. Il suo bagaglio era stato riconsegnato il giorno successivo; il passeggero aveva compilato regolarmente il Pir in aeroporto, ma la compagnia aerea sosteneva che il documento non fosse sufficiente a costituire reclamo formale.
In primo grado il Giudice di Pace aveva dato ragione ad Eurowings, ma il Tribunale di Messina, in appello, aveva invece riconosciuto la validità del modulo. La Cassazione ha confermato quest’interpretazione, condannando la società anche al pagamento delle spese processuali.
Come ha sottolineato Francesca Coppola, Legal Counsel di AirAdvisor:
Le compagnie aeree sostenevano, con elegante nonchalance, che quel documento — firmato dal loro stesso rappresentante, inserito da loro stesse nel sistema WorldTracer, usato da loro stesse per avviare le ricerche — non fosse sufficiente a “informare” dell’accaduto.
Il quadro giuridico europeo
La decisione della Cassazione segue le regole che esistono già a livello europeo. I giudici italiani si sono infatti basati sulla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del giugno 2025, che aveva chiarito come il reclamo previsto dall’articolo 31 possa essere presentato in qualsiasi momento a partire da quando il passeggero viene a conoscenza dell’irregolarità, anche prima della riconsegna del bagaglio.
Il Pir, compilato immediatamente, rispetta quindi il principio della tempestiva comunicazione dell’irregolarità.
Anton Radchenko, Ceo di AirAdvisor, ha commentato:
Sentirsi dire che fosse necessaria anche una seconda comunicazione scritta sembrava più una tattica dilatoria che un reale obbligo legale. Ora la Corte ha chiuso definitivamente questa possibilità.
Cosa fare se il tuo bagaglio è smarrito, in ritardo o danneggiato
Secondo la Convenzione di Montreal, i passeggeri possono richiedere un risarcimento fino a circa 1.288 diritti speciali di prelievo (Dsp), equivalenti a circa 1.600 euro. Ecco i passi fondamentali da seguire:
- compilare subito il Pir in aeroporto, senza lasciare l’area ritiro bagagli prima di averlo fatto;
- conservare una copia del modulo e tutte le ricevute delle spese sostenute durante l’assenza del bagaglio;
- fotografare eventuali danni prima di lasciare l’aeroporto e annotare la data ufficiale di riconsegna o smarrimento;
- non accettare voucher o crediti di viaggio come soluzione definitiva senza aver prima verificato il proprio diritto a un risarcimento in denaro;
- Ricordare i termini, ovvero 2 anni dalla data di arrivo del volo per avanzare una richiesta formale di risarcimento.