Lavoro, allarme badanti: un milione lavora in nero

A lanciare l’allarme è Confcooperative Federsolidarietà, che parla di "una piaga sociale ed economica da sanare"

In Italia lavorano un milione di badanti in nero. A lanciare l’allarme è Confcooperative Federsolidarietà, che parla di “una piaga sociale ed economica da sanare”.

Il dato sulle colf fantasma racconta di un Paese sempre più vecchio e alle prese con una Pubblica amministrazione che fatica a fornire le risposte necessarie. Ma non solo. Solo una famiglia su cinque che ha in casa una persona con limitazioni funzionali usufruisce di servizi pubblici a domicilio. Oltre il 70% non fa affidamento ad alcun aiuto, né pubblico né privato.

La spesa dei Comuni per il welfare è aumentata del 20,7% in 10 anni “ma non basta”, spiega Confcooperative. Restringendo l’orizzonte temporale, nel biennio 2013-2015 la spesa media annuale nazionale procapite è rimasta invariata a 114 euro che scendono ai 50 euro del sud. Dati alla mano, si attesta all’11,4% la quota di famiglie che in casa hanno almeno un parente con limitazioni funzionali. Nella maggioranza di queste situazioni (53,8%) c’è un componente del nucleo familiare in grado di farsi carico del disabile. Il 46,2% di queste famiglie, invece, è composto esclusivamente da persone con limitazioni funzionali che vivono sole (40%) o con altri disabili (6,2%).

Sull’assistenza domiciliare per gli anziani il confronto con il resto d’Europa è impietoso. In Italia solo 370mila over 65enni, a fronte di circa 3 milioni che ne avrebbero bisogno, godono dell’assistenza domiciliare: il 2,7% degli anziani, contro il 20% di media dei Paesi del Nord Europa.

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