Agenzia delle Entrate Riscossione, aumenti fino a 210 euro per 8mila lavoratori

Firmato il rinnovo del contratto per i lavoratori della riscossione: aumenti medi da 210 euro, premio fino a 2.697 euro e orario ridotto

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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È stato firmato il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per gli oltre 8mila dipendenti dell’Agenzia Entrate-Riscossione ed Equitalia Giustizia. L’intesa, sottoscritta da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, riguarda il periodo compreso tra gennaio 2025 e gennaio 2027 e introduce sia aumenti economici sia nuove misure legate all’organizzazione del lavoro. Tra gli interventi previsti ci sono incrementi salariali medi da 210 euro mensili, il pagamento degli arretrati maturati dal gennaio 2025 e un premio aziendale che, per alcuni livelli, potrà arrivare a quasi 2.700 euro. Accanto alla parte economica, il rinnovo introduce anche novità sul fronte della flessibilità, dello smart working e della riduzione dell’orario di lavoro.

Lavoratori Agenzia delle Entrate, gli aumenti previsti dal nuovo contratto

Secondo quanto comunicato dalle organizzazioni sindacali, l’aumento medio previsto per il personale inquadrato nella terza area, terzo livello, sarà pari a circa 210 euro mensili. L’incremento corrisponde, secondo i calcoli illustrati dalla First Cisl, a un aumento tabellare dell’8%, a cui si aggiunge la rivalutazione degli scatti di anzianità che porta l’incremento complessivo intorno al 10%.

I lavoratori riceveranno inoltre tutti gli arretrati maturati a partire da gennaio 2025, mese da cui decorre il nuovo contratto. L’accordo riguarda migliaia di dipendenti impiegati nelle attività di riscossione e gestione dei servizi collegati alla fiscalità pubblica, settore considerato strategico per il funzionamento delle entrate dello Stato.

L’intesa firmata tra sindacati e Agenzia Entrate-Riscossione dovrà ora essere sottoposta all’approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso le assemblee previste nelle prossime settimane. Solo dopo il via libera definitivo entreranno pienamente in vigore tutte le misure economiche e normative contenute nel rinnovo.

Premio aziendale più alto del 15%

Oltre al rinnovo del contratto nazionale, le parti hanno firmato anche gli accordi di secondo livello che prevedono un incremento del premio di risultato. Per il profilo preso come riferimento dai sindacati, il premio aziendale arriverà a 2.697 euro, con un aumento del 15% rispetto ai valori precedenti.

L’intervento punta a riconoscere economicamente i risultati raggiunti dal settore negli ultimi anni, soprattutto sul fronte degli incassi e della gestione delle attività di recupero. Secondo Riccardo Sanna della Fisac Cgil, “sono stati raggiunti risultati in termini di incassi nel bilancio dello Stato grazie allo sforzo delle lavoratrici e dei lavoratori del settore che era giusto riconoscere sul fronte economico e normativo”.

Riduzione dell’orario e più flessibilità

Una delle novità principali introdotte dal rinnovo riguarda la riduzione dell’orario di lavoro settimanale. L’orario passerà infatti a 37 ore settimanali, con una riduzione complessiva di 30 minuti a parità di stipendio. Il contratto introduce anche nuove forme di flessibilità organizzativa e amplia gli strumenti dedicati alla conciliazione tra lavoro e vita privata.

Tra le misure previste figurano il coworking, l’aumento delle postazioni disponibili per il telelavoro e il riconoscimento del buono pasto anche nelle giornate svolte in smart working. Sono inoltre previste regole aggiornate sulla mobilità territoriale e una maggiore flessibilità negli orari di ingresso. Per i neoassunti viene eliminato il salario di inserimento, mentre per chi svolge funzioni di responsabilità viene introdotta una specifica indennità di posizione.

Sportelli aperti più a lungo e nuove misure organizzative

Il rinnovo prevede anche l’ampliamento dell’orario di apertura pomeridiana degli sportelli. L’obiettivo dichiarato è quello di migliorare l’organizzazione del servizio e adeguare le modalità operative ai cambiamenti che stanno interessando il settore della riscossione. Secondo Daniele Ginese della Fabi, “gli accordi raggiunti rafforzano salari, tutele, welfare e strumenti di conciliazione vita-lavoro, in una fase ancora segnata dall’aumento del costo della vita e da profondi cambiamenti organizzativi”.

Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato come il rinnovo rappresenti un riconoscimento del lavoro svolto negli ultimi anni dal personale della riscossione, considerato centrale per la gestione delle entrate pubbliche.