Stage, stipendio medio attorno ai 600 euro per i neolaureati: rischio fuga all’estero

Lo stage sembra una tappa obbligata per i giovani neolaureati. Il 70% ritiene che il talento non sia adeguatamente riconosciuto

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Studiare per anni, entrare nel mondo del lavoro attraverso uno stage e ricevere sui 600 euro al mese. È questo uno dei dati che emergono dalla ricerca realizzata da Ing People Insights Lab con YouGov sul rapporto tra neolaureati, stage e valorizzazione del talento. L’indagine ha coinvolto 411 giovani tra i 20 e i 30 anni laureati negli ultimi due anni.

Secondo quanto evidenziato, per sette neolaureati su dieci il talento in Italia non viene riconosciuto in modo adeguato e stipendio e qualità dell’esperienza nell’ambiente di lavoro orientano sempre più la scelta tra restare in Italia oppure andare a cercare lavoro all’estero.

Il ruolo dello stage e i limiti

Per i giovani lo stage continua a rappresentare il primo contatto con il mercato del lavoro. Circa la metà dei giovani intervistati ha svolto almeno un’esperienza di stage negli ultimi tre anni.

Tra chi ha fatto uno stage, sei giovani su dieci hanno ricevuto un compenso. Il valore medio si è attestato a 607 euro al mese, in crescita rispetto ai 565 euro registrati l’anno precedente.

Resta però limitata la quota di chi supera soglie più alte: soltanto il 14% degli stagisti ha percepito oltre 800 euro mensili.

Conti alla mano, e considerando il prezzo degli affitti nelle grandi città in cui si concentrano maggiormente le aziende e, dunque, le opportunità di stage, appare evidente che l’entità dei rimborsi non permette di vivere a chi si trasferisce in cerca di lavoro. A meno di un aiuto dalla famiglia.

Queste le priorità indicate dai neolaureati:

  • opportunità di apprendimento e formazione 55%;
  • possibilità di assunzione 48%;
  • rimborso spese: 47%.

Il dato più significativo riguarda i rifiuti: metà dei giovani ha detto no almeno una volta a una proposta di stage e, tra questi, il 36% lo ha fatto per un rimborso considerato insufficiente.

La ricerca aggiunge poi come il 70% degli intervistati ritenga che il talento non sia valorizzato nel mercato italiano. Per i neolaureati il riconoscimento passa soprattutto da tre aspetti:

  • compenso adeguato 56%;
  • opportunità di crescita professionale 53%;
  • equilibrio vita-lavoro, flessibilità e smart working 48%.

Le opportunità di crescita assumono un valore ancora più alto tra le donne, indicate dal 63% delle intervistate.

Lo stipendio decide se restare in Italia

Per il 62% dei neolaureati lo stipendio rappresenta il principale motivo per scegliere di lavorare nel Paese.

Seguono:

  • possibilità di assunzione 40%;
  • formazione e apprendimento 35%;
  • flessibilità dell’orario 32% tra chi ha già svolto stage;
  • smart working 27%.

Stage utile per costruire competenze

Nonostante i rimborsi non sempre adeguati, l’esperienza dello stage continua a essere considerata importante dai giovani che cercano lavoro.

La metà dei giovani che ha svolto uno stage dichiara di aver acquisito competenze relazionali e capacità di lavoro in team. La stessa percentuale riconosce anche un miglioramento delle competenze tecniche.

Resta però contenuta la fiducia sulla trasformazione diretta dello stage in occupazione stabile: soltanto una minoranza immagina un passaggio immediato verso il lavoro.

Le aspettative risultano più alte tra chi possiede una laurea in ambito scientifico e ha avuto accesso a stage retribuiti.

Il caso Ing

Tra le iniziative presentate emerge anche la scelta di Ing Italia: nel 2025 la banca ha aumentato il rimborso spese per gli stage fino a 1.500 euro netti mensili, accompagnando la misura con buoni pasto da 7 euro per ogni giornata lavorata, compreso lo smart working, e programmi dedicati al wellbeing.