Quali soggetti rientrano nelle categorie protette

Alcuni soggetti godono di diritti speciali per l'inserimento nel mondo del lavoro: ecco cosa sono le categorie protette

L‘integrazione di ogni cittadino nelle attività lavorative è un presupposto fondamentale di qualsiasi stato democratico, una misura ancora più importante per promuovere l’inclusione sociale. Nel nostro Paese esistono dei gruppi tutelati, liste di persone che godono di diritti speciali per favorire l’inserimento lavorativo. Vediamo chi sono le categorie protette, quali soggetti rientrano nelle agevolazioni per le assunzioni mirate e come iscriversi alle liste di lavoro.

Cosa sono le categorie protette del lavoro?

Nelle società moderne non tutte le persone godono delle stesse opportunità, poiché a causa di problemi di varia natura, come patologie gravi, disabilità invalidanti e altre problematiche, alcuni individui hanno difficoltà a entrare nel mondo del lavoro. Tuttavia la Costituzione italiana protegge tali persone, affermando come diritto costituzionale l’accesso di ogni cittadino a servizi basici come l’istruzione, la sanità e appunto il lavoro.

Per questo motivo la Legge 68/99 (Legge n. 68 del 12 marzo 1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”), riconosce una serie di categorie protette, il cui obiettivo è incentivare le imprese pubbliche e private al collocamento delle persone colpite da disabilità. Per favorire l’integrazione di questi soggetti sono previste delle agevolazioni di varia natura, misure che ne favoriscono le assunzioni e offrono un percorso facilitato per l’inserimento lavorativo.

Come funzionano le assunzioni per le categorie protette

Le normative di legge, affinché sia possibile promuovere la contrattazione di persone che rientrano nelle categorie protette, indica alcuni vantaggi di natura fiscale e obblighi nei confronti di imprese pubbliche e private. In particolare alcune aziende sono chiamate a riservare una percentuale di posti ai lavoratori svantaggiati, in base al numero complessivo di dipendenti detenuto dalla società.

Nello specifico il sistema prevede le seguenti indicazioni:

  • imprese con 15/35 dipendenti – almeno un lavoratore di categoria protetta;
  • imprese con 35/50 dipendenti – almeno due lavoratori di categorie protette;
  • imprese con più di 50 dipendenti – almeno 7% di lavoratori di categorie protette.

L’obbligo di assunzione di persone facenti parte delle categorie protette, però, viene meno soltanto in alcuni casi. Si tratta ad esempio delle imprese con meno di 15 dipendenti, delle aziende che stanno affrontano fasi di fallimento, liquidazione, ristrutturazione societaria, oppure che sono coinvolte in procedimenti di mobilità o d’attivazione di contratti di solidarietà.

Allo stesso modo non devono rispettare i vincoli della Legge 68/99 le imprese che si occupano di attività di trasporto, edilizia, impianti a fune e impegnate nel settore minerario. Anche altri ambiti possono usufruire di eccezioni alla normativa, tra cui gli organi di polizia, difesa nazionale e protezione civile, servizi in cui le persone delle categorie protette possono partecipare soltanto svolgendo funzioni di tipo amministrativo.

Chi rientra nelle categorie protette: elenco completo

La legge tutela una serie di persone, sia individui colpiti da problemi di disabilità invalidante, sia soggetti che non presentano problemi fisici o psichici, ma vengono considerati comunque svantaggi rispetto alla maggioranza dei cittadini. L’elenco completo delle categorie protette include:

  • invalidi di guerra;
  • invalidi di servizio;
  • non vedenti;
  • non udenti;
  • invalidi del lavoro;
  • invalidi civili;
  • profughi italiani;
  • orfani;
  • familiari superstiti.

Ogni condizione, però, prevede alcune restrizioni, in base alle quali viene concessa o meno la partecipazione alle agevolazioni lavorative in merito alle assunzioni obbligatorie. Ad esempio l’invalidità civile deve essere pari o più alta del 46%, tra i non vedenti rientrano anche le persone con una vista pari o inferiore a un decimo, negli invalidi del lavoro i soggetti con riconoscimento di almeno il 34%, mentre nei parenti e nei coniugi superstiti i familiari di vittime della criminalità organizzata e di atti di terrorismo.

Come iscriversi alle liste delle categorie protette

Per essere riconosciuti persone socialmente svantaggiate è necessaria una valutazione da parte di una ASL, che provvederà a rilasciare un’apposita certificazione per constatare l’effettiva condizione di disabilità. L’iscrizione alle liste delle categorie protette è permessa a tutte le persone in possesso dei requisiti, con età maggiore di 15 anni, non ancora andati in pensione e che risultano disoccupati. Per finalizzare l’adesione basta recarsi presso un Centro per l’Impiego, rivolgendosi alla sede di riferimento in base alla zona di residenza.

Agevolazioni fiscali per le imprese che assumono

La Legge 68/99 stabilisce una serie di agevolazioni di natura fiscale, incentivi offerti alle aziende che assumono persone delle categorie protette. Le detrazioni sono concesse nella forma di esenzione parziale del pagamento dei contributi assistenziali e previdenziali, in base alla percentuale di invalidità posseduta dal lavoratore disagiato assunto. In questo caso si va dal 50% per 5 anni, se la persone è colpita da invalidità dal 67 al 79%, fino a un massimo di 8 anni in presenza di una condizione invalidante oltre il 79%.

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