Banche, annunciati licenziamenti di massa: cosa accadrà nel 2020

Tagli al personale nelle banche di tutto il mondo, coinvolte decine d migliaia di lavoratori

Il lavoro in banca ha smesso da tempo di essere un’occupazione sicura. Le innovazioni tecnologiche e soprattutto le crisi finanziarie hanno tagliato brutalmente migliaia di posti di lavoro negli ultimi anni. Filiali chiuse e nuovi disoccupati hanno reso quella del settore bancario una professione fragile. La situazione non migliorerà nel futuro, anzi. Nuovi licenziamenti di massa sono stati annunciati dai principali gruppi bancari. Cosa sta succedendo.

Addio al lavoro in banca per un numero sempre più elevato di persone. Il 2019 è stato un altro anno nero, con migliaia di licenziamenti annunciati in tutto il mondo. Sono circa 80.000, per la precisione 77.780, e vengono dalle banche di tutti i continenti, ma soprattutto da quelle europee che stanno affrontando le difficoltà maggiori.

Basti ricordare il recente annuncio di Unicredit di tagliare 8.000 dipendenti e chiudere 500 filiali, nel periodo 2020-2023. I tagli colpiranno sedi e personale di diversi Paesi europei in cui è presente Unicredit, ma sarà soprattutto l’Italia a pagare il prezzo più alto.

Non sono da meno le banche tedesche, con Deutsche Bank che, travolta dagli scandali e oggetto di una pesante ristrutturazione, ha annunciato 18 mila esuberi da qui al 2022.

Altre banche hanno annunciato riduzioni del personale, come Commerzbank, Hsbc, Santander e Barclays, con tagli compresi tra i 3 mila e i 5 mila posti. Tra quelle americane, invece, Morgan Stanley ha comunicato a dicembre di voler tagliare 1.500 posti di lavoro, il 2% dei suoi oltre 60 mila dipendenti in tutto il mondo.

Dall’inizio del 2019, sono circa 50 i gruppi bancari che hanno annunciato riduzioni del personale per un numero complessivo di 77.780 posti di lavoro in meno. Il più alto dal 2015, quando furono cancellati 91.448 impieghi in tutto il mondo.

Secondo le stime di Bloomberg, i posti di lavoro in banca persi nel 2019 in Europa, stando agli annunci di ristrutturazione, sono stati 63.611. A questi si aggiungono 7.669 esuberi in America Settentrionale, 3.500 tagli in America Latina, 2.487 in Medio Oriente e Africa e 513 nella regione Asia-Pacifico. Secondo alcuni analisti sarebbero addirittura stime al ribasso, poiché non sempre le banche comunicano le riduzioni del personale.

Non è finita qui, nuovi tagli ai dipendenti delle banche sono previsti anche nel 2020, sia in Europa che negli Stati Uniti. Secondo le prime anticipazioni, si tratta del gruppo svizzero Julius Baer e di quello spagnolo Banco Bilbao che presto annunceranno nuove ristrutturazioni.

Tra i motivi di queste pesanti ristrutturazioni ci sono l’economia che non cresce abbastanza e forse una futura recessione alle porte, ma soprattutto i tassi di interesse troppo bassi che, se aiutano gli Stati e i cittadini con i prestiti, deprimono tuttavia i guadagni e le attività delle banche.

Non da ultimo, a ridurre sempre di più il numero dei bancari al lavoro sono le innovazioni tecnologiche, con l’incremento delle attività online e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che sarà ampiamente diffusa in futuro. In merito, vi abbiamo già riferito della sperimentazione degli sportelli bancari virtuali.

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