Smart working, in arrivo la modifica: le condizioni da agosto

Da agosto cambiano le condizioni per mantenere il lavoro agile, ma non mancheranno le eccezioni per lo smart working concesso dalle aziende

Sono in arrivo importanti novità sullo smart working, il lavoro agile e da casa che ha coinvolto milioni di italiani da marzo 2020 a oggi. Dopo la conversione in legge del decreto riaperture, infatti, vi avevamo già segnalato quelle che sarebbero state le tappe future e una di queste è ormai prossima a essere attuata.

Dal 1° agosto, infatti, cambia la platea dei beneficiari del lavoro da casa al 100%, ma non mancheranno di certo le eccezioni messe in atto dopo un confronto tra lavoratori e aziende.

Smart working, cosa cambia da agosto

Le novità in arrivo da inizio agosto prevedono, come abbiamo detto, la scadenza della possibilità concessa fino al 31 luglio di svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali e a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Dal primo del mese di agosto, quindi, l’opzione dello smart working al 100% sarà concesso solo ai lavoratori dipendenti del settore privato, genitori di almeno un figlio/a al di sotto dei 14 anni, ma a determinate condizioni. Infatti, secondo quanto previsto dalla legge, il lavoro agile potrà essere mantenuto se l’altro genitore lavori o non sia “beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa”.

Come abbiamo detto, però, non mancheranno le eccezioni che potranno essere discusse in azienda. I datori di lavoro, infatti, potranno concedere comunque la possibilità ai propri dipendenti di lavorare in smart working attraverso accordi stipulati col lavoratore per poter garantire il 100% del lavoro agile o, in alternativa, trovare un’intesa basata sulla modalità mista tra lavoro smart e presenza.

A mantenere invece lo smart working al 100% saranno i lavoratori definiti maggiormente a rischio di contagio. Per poter svolgere il proprio lavoro da remoto, in questo caso, servirà una valutazione medica che, consegnata al datore di lavoro, possa giustifica la richiesta. Nello specifico, la legge prevede che potranno rimanere in smart working tutti i dipendenti immunodepressi a causa di “esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da comorbilità che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa”.

Lavoro agile, regole e accordi

Ricordiamo che il lavoro agile, o smart working, è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro (qui vi abbiamo parlato delle nuove regole a lavoro sulle mascherine fino a ottobre). Nell’accordo stipulato per iscritto, secondo quanto stabilito dai contratti collettivi in cui questa modalità è regolata, devono essere previsti degli aspetti fondamentali come:

  • la durata dell’accordo (a termine o indeterminato);
  • l’eventuale alternanza tra periodi di lavoro all’interno e all’esterno dei locali aziendali;
  • i luoghi seclusi per lo svolgimento delle prestazioni lavorative;
  • gli aspetti relativi all’esecuzione della prestazione lavorativa da remoto;
  • gli strumenti di lavoro;
  • i tempi di riposo

Tali punti sono la condizione necessaria per far proseguire o meno la modalità di lavoro, col datore di lavoro o il dipendente stesso che possono richiedere, per un giustificato motivo, il recesso anticipato dell’accordo. Ricordiamo comunque che ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento, economico e normativo, rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinari ed è quindi prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali.