Ricevute di pagamento di Imu, Tasi e Tari: per quanto tempo conservarle?

Devono essere conservate ordinatamente ed esibite, a richiesta dell'Amministrazione finanziaria dello Stato, entro un determinato periodo. Ecco quale

Imu, Tasi e Tari sono imposte che devono essere pagate annualmente, in due rate, una generalmente durante l’inverno e l’altra durante l’estate. Il pagamento, effettuato tramite bollettino di conto corrente, costituisce un‘importante prova di adempimento, per questo motivo è consigliabile conservare le ricevute per almeno dieci anni, in maniera da esibirle in caso di richiesta.

Poichè il pagamento delle tasse viene legittimamente intimato, da parte degli Enti pubblici, in dieci anni e poi subisce la prescrizione, ossia la naturale estinzione e la perdita del diritto, è preferibile rispettare tale limite di tempo anche per la conservazione delle ricevute. Alcuni, oltre alle ricevute in originale, conservano anche delle copie fotostatiche, da produrre e depositare solamente in caso di necessità, ossia dietro esplicita domanda formale.

L’Imu, in particolare, costituisce un’imposta molto temuta dagli italiani perchè colpisce un bene primario per ciascun individuo, ossia la casa. Viene conteggiato in base alla metratura dell’immobile e alla rendita catastale. Alcune città stabiliscono un’aliquota di pagamento più alta, come ad esempio Milano o Firenze, mentre i paesini più piccoli, a vantaggio dei cittadini, si orientano verso percentuali più basse. Esistono numerosi programmi online che consentono di calcolare con esattezza l’importo, e che provvedono anche alla compilazione dei bollettini di pagamento: occorre inserire semplicemente i dati di riferimento, relativi agli immobili oggetto di imposta comunale, e provvedere al calcolo automatico.

La Tasi è un’imposta che si riferisce ai cosiddetti servizi indivisibili che, nell’ambito comunale, si riferiscono alla raccolta differenziata dei rifiuti, alla pulizia delle strade, all’illuminazione e alla manutenzione degli immobili comunali. I privati cittadini si impegnano ad adempiere a questo dovere secondo una determinata percentuale, mentre i pubblici esercenti, ossia coloro che sono titolari di ristoranti, bar o altri esercizi commerciali, sono obbligati a pagare una tassazione più esosa. Anche con riferimento alla Tasi, il calcolo preciso, oltre che presso il commercialista di fiducia, può essere effettuato anche autonomamente, accedendo agli appositi siti presenti online.

Immagini: Depositphotos

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