Ponte sullo Stretto, via ai lavori a un passo per Salvini: definito costo e iter

Il provvedimento definisce l'iter per le infrastrutture strategiche e introduce l'iter per il Mit che porterà all'inizio dei lavori per il Ponte

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Il decreto Commissari è arrivato in Aula con testo blindato e la richiesta della fiducia. Le “Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni” sono state votate con 186 voti favorevoli, 105 voti contrari e 3 astenuti. Il testo interviene sul finanziamento di opere pubbliche ritenute “prioritarie” e amplia il ricorso a commissari straordinari.

Al centro del decreto c’è il Ponte sullo Stretto, il quale sarà sotto la supervisione del Mit anziché di un supercommissario. È stato inoltre aggiornato il costo complessivo, che ora è di 13,5 miliardi di euro. Infine il decreto disciplina l’iter che il ministero dovrà seguire per arrivare alla conclusione della fase preliminare.

C’è l’iter per il Ponte sullo Stretto

Le opposizioni hanno contestato il ricorso alla fiducia e la decretazione d’urgenza. Il M5S ha commentato che il decreto commissari incarna “la normalizzazione dell’emergenza e il simbolo di questo fallimento è il Ponte sullo Stretto”. In disaccordo sul decreto anche Azione.

Il testo trova comunque l’ok. Già approvato al Senato il 29 aprile, è arrivato alla Camera ed è stato confermato con 186 voti favorevoli. Ora al decreto commissari basta un ultimo passaggio: va convertito entro l’11 maggio. Dentro ci sono le grandi opere, dal Ponte sullo Stretto, al Mose di Venezia e Rfi. Il cuore del provvedimento è l’iter per la realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Dopo i rilievi della Corte dei conti, ora viene disciplinata la procedura per approvare gli atti. Spetterà al ministero delle Infrastrutture dare efficacia:

  • all’accordo di programma;
  • al piano economico-finanziario;
  • alla delibera di approvazione del progetto definitivo.

In pratica: conformarsi alle deliberazioni della Corte dei conti che contestava la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess).

A quel punto il ministero potrà procedere con la sottoscrizione dell’atto aggiuntivo alla convenzione con la società concessionaria e la trasmissione degli atti alla Corte dei conti per il controllo finale.

Decreto commissari: Rfi e Gran Sasso

Il decreto commissari fa anche altro. Viene prevista la nomina dell’Ad di Rete ferroviaria italiana come commissario straordinario per gli interventi ferroviari complementari al Ponte. Per Rfi inoltre c’è l’accelerazione per realizzare e completare gli interventi su Brescia-Verona, Roma-Pescara e Salerno-Reggio Calabria.

Non è l’unico intervento sui commissari. È stata prevista la proroga per il commissario straordinario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, con nuovi compiti per interventi urgenti sulle tratte autostradali A24 e A25.

Dettaglio specifico per la linea C della Metro di Roma. Il commissario straordinario è stato autorizzato a stipulare accordi transattivi esclusivamente a fronte della rinuncia definitiva dei contraenti a ogni azione e pretesa relativa ai rapporti sorti prima della transazione stessa.

Concessioni balneari ferme

Il decreto avrebbe potuto contenere anche un provvedimento per le concessioni balneari, ma non ha passato la prova economica. Troppo onerosa la proroga delle concessioni, anche solo nelle aree colpite dal maltempo.

La proposta della Lega era quella di prorogare in Sicilia, Sardegna e Calabria, ma anche in zone danneggiate dall’erosione delle coste (senza ulteriori specifiche) le concessioni balneari.

L’emendamento aveva ottenuto l’ok in Commissione Ambiente, ma non ha passato la prova in Commissione Bilancio.