Riscatto della laurea: come si fa e quanto costa

Come funziona il riscatto della laurea? Ma soprattutto quanto costa? Scopriamo insieme come fare questa importante pratica.

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, si occupa di fisco, tasse ed economia. Ha mosso i primi passi nella redazione di un mensile dedicato al mondo immobiliare, nel quale si è occupato di norme e tributi.

In cosa consiste il riscatto della laurea? Ma soprattutto a cosa serve? Siamo davanti, sostanzialmente, ad uno strumento che permette di aumentare gli anni di contributi, in modo da poter anticipare le tempistiche nelle quali andare in pensione o, quanto meno, aumentare l’importo dell’assegno previdenziale.

Sono due gli strumenti che costituiscono, a loro volta, il riscatto della laurea:

  • il riscatto ordinario;
  • il riscatto agevolato, che permette di abbattere il costo dell’operazione, ma andrà a determinare alcuni svantaggi sulla pensione futura.

Il riscatto della laurea è un’operazione che ha un costo, la cui convenienza o meno è determinata da una serie di fattori. Sui costi sostenuti è possibile beneficiare di una serie di agevolazioni, tra queste vi è la possibilità di ottenere una detrazione del 50%. O, in alternativa, è possibile rateizzare fino a 120 rate l’importo dovuto.

Ma cerchiamo di capire in cosa consiste il riscatto della laurea e a quanto ammonta il costo.

In cosa consiste il riscatto della laurea

Grazie al riscatto della laurea è possibile, ai fini pensionistici, andare a valorizzare il periodo di studi universitario. Per poter accedere a questo strumento, comunque vada, è necessario aver conseguito il titolo di studio. Per riuscire a valorizzare il periodo trascorso all’università con successo è necessario effettuare un versamento volontario all’Inps, il cui importo è determinato da una serie di fattori. Prima di proseguire è necessario premettere che il riscatto della laurea riguarda unicamente la durata ordinaria del corso universitario scelto, non devono essere considerati gli eventuali anni fuori corso.

I contributi versati con il riscatto, in molti casi, possono risultare molto importanti per il lavoratore, perché permettono di recuperare alcuni periodi che altrimenti non verrebbero considerati per andare in pensione. Anche perché il periodo nel quale si è frequentata l’università è privo di copertura previdenziale.

Chi può presentare la domanda

Come abbiamo anticipato in precedenza, il riscatto del periodo di laurea permette di valorizzare, ai fini della propria pensione, gli anni passati all’università, in modo da poterli calcolare per determinare l’importo dell’assegno previdenziale.

Non possono essere riscattati unicamente gli anni passati a studiare per ottenere la laurea. Possono essere riscatti anche gli anni di formazione quando si vengono a realizzare i seguenti casi:

  • il tempo impiegato per il conseguimento dei diplomi universitari. I corsi devono avere una durata compresa tra i due ed i tre anni. Ai fini del riscatto si considerano solo i periodi legali;
  • diplomi di laurea degli ordinamenti anteriori al 1999. In questo caso i corsi di laurea avevano una durata non inferiore a quattro anni e non superiore a sei anni;
  • lauree degli ordinamenti universitari post decreto 509/1999 (ossia lauree triennali e specialistiche);
  • diplomi di specializzazioni post lauream di durata non inferiore ai 2 anni;
  • alcuni dottorati di ricerca;
  • diplomi rilasciati da istituti di alta formazione artistica e musicale.

I lavoratori hanno anche la possibilità di riscattare una laurea conseguita all’estero: è necessario, in questo caso, che il titolo di studio abbia un valore legale in Italia.

Non è possibile richiedere il riscatto per i periodi fuori corso e per quelli che risultino essere coperti da una contribuzione obbligatoria o figurativa.

Quanto costa riscattare il periodo universitario

Ad introdurre importanti novità sugli oneri relativi al riscatto della laurea, ci ha pensato il Decreto Legge 4/2019, nel quale è stata inserita la norma che stabilisce quanto costerà il riscatto della laurea e come funzionerà. Fino a questo momento, chi faceva la scelta di riscattare gli anni universitari come lavorativi in modo da raggiungere prima i requisiti pensionistici, era obbligato a versare contributi che potevano ammontare a qualche migliaio di euro: una somma troppo elevata per gran parte della platea interessata. Grazie al Decreto Legge 4/2019, il riscatto della laurea diventa più vantaggioso per tutti quei laureati al di sotto dei 45 anni d’età e che lavorano dal 1996.

Ma quanto costa riscattare la laurea nel 2023? Secondo una simulazione effettuata da Smileconomy per Il Corriere della Sera, a condizionare il costo dell’operazione, quest’anno, è l’inflazione. Ma cerchiamo di capire quanto di andrà a pagare. Secondo l’analisi il riscatto della laurea agevolato dovrebbe aumentare del 7,8% per ogni anno di facoltà. Cosa comporta tutto questo? In termini economici i lavoratori devono mettere in conto una spesa pari a 5.776 euro per ogni anno accademico. Questo significa che per un corso di laurea della durata di cinque anni si arriva a spendere qualcosa come 28.882 euro.

Nel 2022 si spendeva 5.360 euro ogni anno. Questa simulazione è stata effettuata su tre diversi profili di lavoratori, con un reddito medio mensile pari a 1.800 euro, I tre diversi profili prevedono lavoratori:

  • trentenni;
  • quarantacinquenni;
  • sessantenni.

A chi è dedicata questa norma

La norma è dedicata a tutti i lavoratori iscritti a una delle gestioni Inps, che non hanno versato contributi prima del 1996 e che non hanno una propria pensione. Sul sito Inps è presente una sezione dedicata al riscatto della laurea, dove è possibile, dopo essere entrati nella propria area personale con le apposite credenziali, calcolare l’ammontare dell’operazione in base alle regole vigenti fino ad ora.

Il riscatto sarà non solo scontato, ma anche flessibile e dipendente da due fattori: reddito ed età anagrafica. Il riscatto risulterà infatti più conveniente appena terminati gli studi, versando un importo fisso in assenza di contributi lavorativi. La domanda di riscatto deve essere presentata tramite il sito Inps, online.

È possibile inoltre richiedere il riscatto di periodi parziali, più brevi rispetto alla durata del proprio corso di studio. Nel periodo 2016/2018 sono state 62.000 le domande di riscatto della laurea ricevute, di queste solo 28.000 sono state accolte. È probabile che con le nuove norme appena approvate, il numero possa aumentare.