Part time involontario: in Italia è record per le donne

Sono sempre di più le donne costrette a lavorare part time quando invece vorrebbero accedere al tempo pieno

Più preparate a livello professionale, ma meno pagate e anche penalizzate sul fronte delle ore lavorative. Tanto che il numero delle donne costrette a fare un part time (quando vorrebbero il tempo pieno) è in netto aumento.

I numeri parlano chiaro: in Italia, 6 donne su 10 lavorano part time. E non per libera scelta, ma perché l’azienda non consente loro di accedere al tempo pieno. Secondo quanto rilevato dall’Istat, le donne che fanno il part time sono il 32,8% contro l’8% degli uomini. C’è chi lo sceglie e chi vi è costretta: ma sono numerosi anche i casi di lavoratrici che vorrebbero passare al tempo pieno. Ma l’azienda non lo consente.

Complice la crisi economica, la domanda per l’occupazione femminile è in costante aumento. Nonostante questo però, permangono i divari con i colleghi uomini che – a parità di competenze – sono pagati di più e hanno maggiori possibilità di fare carriera. Non solo: spesso le donne sono penalizzate anche quando hanno una preparazione maggiore. Una discriminazione che, seppur in lenta diminuzione, è un dato di fatto nel nostro paese e nel resto del mondo.

I motivi per i quali alle donne spesso è impedito di fare carriera e lavorare a tempo pieno, sono diversi. A loro è ancora delegato tutto il lavoro di cura di casa e famiglia: un impegno estremamente gravoso, che nella quasi totalità delle volte non è né pagato né riconosciuto. In queste condizioni è difficile per una donna dedicare tempo alla carriera: non può spostarsi in un’altra città, fare la pendolare, o passare troppe ore lontana dalla famiglia. Molte di loro abbandonano il lavoro alla nascita del primo figlio. E, anche se dopo lo svezzamento provano a trovare un’occupazione, è difficile che le porte siano aperte.

Il numero di donne che non riesce a trovare lavoro se sposate e con figli, è ancora molto alto. E anche se la situazione sta cambiando – soprattutto tra le fasce più istruite – la strada da percorrere è ancora molto lunga. Il tasso occupazionale femminile in Italia è tra i più bassi in Europa e il divario tra i salari ancora una triste realtà.

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