Gruppo Crai ritira le mascherine da tutti i suoi supermercati

Il Gruppo ha deciso di ritirare dalla vendita le mascherine che il commissario straordinario Arcuri aveva posto al prezzo calmierato di 50 centesimi ognuna

Il Gruppo Crai ritira dai suoi supermercati le mascherine in vendita. L’azienda ha annunciato che si vede costretta a ritirare dalla vendita, in tutti i negozi del Gruppo, le mascherine chirurgiche a causa del prezzo massimo imposto dal Governo di 50 centesimi.

La polemica con Arcuri

La decisione di calmierare i prezzi del commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri non è affatto piaciuta a Crai, così come a molti altri esercenti. “Siamo nell’impossibilità di vendere le mascherine ad un prezzo inferiore al loro costo di acquisto” si legge nella nota dell’azienda. “Confidiamo che il Governo voglia risolvere al più presto tale situazione in modo da consentirci di riprendere la vendita delle mascherine in questione”.

Del Gruppo Crai fanno parte Crai, Pellicano, Caddy’s, IperSoap, Pilato, Proshop, Risparmio Casa, Saponi e Profumi, Shuki e Smoll: da oggi, quindi, in questi market non si troveranno più le mascherine.

La calmierazione dei prezzi

Sappiamo che il Governo può intervenire nella calmierazione dei prezzi qualora lo ritenga necessario, sostanzialmente per proteggere i cittadini da eventuali speculazioni su un bene che, oggi, possiamo davvero considerare di prima necessità.

Per poter portare il prezzo a 50 centesimi il commissario Arcuri ha stretto un accordo con cinque aziende italiane – tre lombarde, una siciliana e una veneta – per la vendita di 660 milioni di unità al prezzo medio di 38 centesimi, senza Iva.

“Questa azienda non ha fatto un contratto con il commissario straordinario, non deve rivolgere a me la domanda” ha commentato Arcuri in videoaudizione alle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera.

L’accordo con i farmacisti

Stando a quanto appreso sinora, nei prossimi giorni Arcuri dovrebbe siglare un secondo accordo con alcune associazioni che rappresentano i farmacisti, “per garantire la fornitura a farmacie e parafarmacie delle mascherine chirurgiche necessarie alla tutela della popolazione”, si legge in una nota firmata da Federazione degli Ordini dei farmacisti, Federfarma e Assofarm. Non solo: alle farmacie che hanno già acquistato le mascherine ad un prezzo superiore a 50 centesimi, il Governo garantisce un rimborso e assicura “forniture aggiuntive tali da riportare la spesa sostenuta”.

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