Terremoto, contributi e sismabonus: l’Agenzia delle Entrate fa chiarezza

Il "sisma bonus" è ammesso solo per spese extra contributo

(Teleborsa) L’Italia, purtroppo, è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo: un paese ad alta sismicità il nostro, testimoniato dalla frequenza dei terremoti che, nel corso degli anni, hanno ripetutamente interessato il territorio e l‘intensità che alcuni hanno raggiunto, provocando morti e danni economici rilevanti, valutati per gli ultimi quaranta anni in circa 135 miliardi di euro, impiegati per il ripristino e la ricostruzione post-evento. Senza considerare, le perdite non quantificabili in valore economico sul patrimonio storico, artistico, monumentale. Incalcolabili.

La mappa dell’ Italia a rischio sismico non è affatto incoraggiante. Anzi. Lo sanno bene gli abitanti del Centro Italia che negli ultimi anni sono stati messi a durissima prova da una intensa attività sismica e che ancora fanno i conti, anche da un punto di vista economico, con i danni causati dal terremoto.

Di recente, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto un importante chiarimento sulla possibilità di fruizione del sisma bonus , che interessa appunto una bella fetta di connazionali, attraverso il suo quotidiano online Fisco Oggi.

Il “sisma bonus” è ammesso solo per spese extra contributoI soggetti che hanno usufruito dei contributi per la realizzazione degli interventi di ricostruzione privata nei comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dal terremoto nel 2016 e nel 2017, possono beneficiare del sismabonus solo per le eventuali spese eccedenti il finanziamento ricevuto, si legge.

Lo stabilisce l’ordinanza n. 60 del 31 luglio 2018, adottata dal Commissario straordinario del Governo e pubblicata nei giorni scorsi sulla Gazzetta Ufficiale.

Contributi e sismabonus, come orientarsi – Tra le diverse misure a favore delle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto, il decreto legge 189/2016 ha previsto la concessione di contributi per la ricostruzione privata fino al 100% delle spese necessarie per far fronte, tra l’altro, agli interventi di riparazione, ripristino o ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo.

Il decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013 ha introdotto  la detrazione che va comunemente sotto il nome di sismabonus, che copre invece le spese sostenute per i lavori di miglioramento ed adeguamento sismico degli edifici, con percentuali che variano a seconda del rischio sismico della zona: dal 50% per gli edifici ricadenti nelle zone 1 e 2, altissima e alta pericolosità sismica, al 70% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore e all’80% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori.

Se gli interventi antisismici sono realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, la detrazione spetta nella misura del 75%, nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore, e dell’85%, se si passa a due classi di rischio inferiori. In tal caso, le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96mila moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio

Il divieto di cumulo
La Legge di Bilancio 2017 ha previsto che il sismabonus non è cumulabile con le agevolazioni già spettanti per le stesse finalità sulla base di norme speciali per interventi in aree colpite dal terremoto.

L’ordinanza n. 60 del 31 luglio 2018: rapporti tra contributi e sisma bonus – L’ordinanza n. 60 del 31 luglio 2018 chiarisce tale punto disciplinando innanzitutto le modalità di predisposizione dei progetti per chi intenda fruire del sismabonus in relazione agli interventi sugli edifici privati distrutti o danneggiati dal terremoto (con particolare riferimento agli interventi di immediata esecuzione e a quelli di ricostruzione, riparazione e ripristino).

Per garantire il rispetto del divieto di cumulo previsto dalla Manovra 2017, l’ordinanza stabilisce che i beneficiari dei contributi per il finanziamento della ricostruzione privata degli edifici distrutti o danneggiati dal terremoto possono usufruire del sismabonus solo per le eventuali spese eccedenti il contributo ricevuto.

 I costi per gli interventi edilizi coperti dai contributi vanno contabilizzati separatamente rispetto a quelli per gli interventi per i quali si intende fruire della detrazione. 

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