Nasce il primo parco eolico in mare italiano: quanta energia produrrà

Inaugurato a Taranto il primo parco offshore del Mediterraneo "Beleolico" con 10 turbine installate nelle acque del Golfo

Parte da Taranto la rincorsa all’energia pulita con l’inaugurazione del primo parco eolico marino del Mediterraneo. L’impianto battezzato “Beleolico” è stato costruito a largo delle coste pugliesi dalla Renexia, società del Gruppo Toto attiva nelle rinnovabili, e comprende dieci turbine che possono coprire il fabbisogno annuo di elettricità per una città da 60mila persone e un risparmio di 730mila tonnellate di anidride carbonica durante i 25 anni di concessione.

Nasce il primo parco eolico in mare italiano: il parco “Beleolico”

A 14 anni dalla prima proposta del progetto, l’impianto è stato presentato oggi di fronte ai rappresentati delle istituzioni locali e anche delle associazioni ambientaliste.

Un lungo arco di tempo intervallato da intoppi di natura societaria, industriali, amministrative e giudiziarie davanti al Tar: i nodi più critici nella realizzazione di un’opera che per la sua costruzione ha richiesto circa tre anni (qui avevamo parlato dell’inizio dei cantieri del parco eolico).

L’impianto ha superato tutti i test di collaudo ma le pale prenderanno vita nell’arco di tre settimane.  

La Renexia ha investito 80 milioni di euro per la costruzione del parco offshore “Beleolico”, il primo italiano e di tutto il Mare Mediterraneo, che con una capacità complessiva di 30 MW assicurerà una produzione di oltre 58mila MWh.

Per la distribuzione dell’energia sul territorio la società ha costruito una sottostazione che si allaccia alla rete elettrica nazionale in località Torre Triolo, a pochi chilometri dall’area portuale tarantina.

Le torri sono alte 80 metri e suddivise in quattro segmenti, mentre i rotori forniti dall’azienda Ming Yang Wind Power, il più grande produttore cinese di pale eoliche, hanno un diametro di 135 metri.

Nasce il primo parco eolico in mare italiano: l’inaugurazione

“Il completamento di quest’opera – ha commentato il direttore generale di Renexia, Riccardo Toto, direttore generale di Renexia – centra un duplice obiettivo, da una parte la soddisfazione per aver realizzato il primo impianto eolico marino in Italia e nel Mar Mediterraneo, dall’altra la consapevolezza che il nostro approccio, basato sulla condivisione, possa contribuire alla creazione di un nuovo protocollo che coniughi tecnologia e attenzione all’ambiente”.

Presenti all’inaugurazione, in una tavola rotonda insieme alla società realizzatrice dell’opera, anche il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Sergio Prete, il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, il presidente dell’Aiad, Guido Crosetto e il giornalista e divulgatore scientifico Alessandro Cecchi Paone.

In collegamento video il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il presidente di Acciaierie d’Italia, Franco Bernabè, con gli interventi via messaggio dei ministri degli Esteri Luigi Di Maio, del Mise Giancarlo Giorgetti e delle Infrastrutture Enrico Giovannini.

Proprio il responsabile del Mit ha salutato l’opera assicurando che “sul fronte dell’energia rinnovabile il nostro Paese, nei prossimi anni, vedrà un vero e proprio balzo con impianti di varia natura“.

Dello stesso tenore la dichiarazione del ministro dello Sviluppo economico Giorgetti, per il quale l’impianto di Taranto può rappresentare “una pietra miliare e un motivo anche di emulazione per i tanti altri che, finanziati magari con i contratti di sviluppo, con le iniziative che il Pnrr ha messo in campo, possono dare un contributo fattivo a quella che sarà in prospettiva la sovranità energetica del Paese che l’obiettivo che tutti quanti ci dobbiamo porre”.

Sono 40 i progetti presentati negli ultimi anni per la realizzazione di altri parchi eolici nel mare italiano, per almeno 22 sono state fatte domande di concessione alle capitanerie di porto (qui abbiamo parlato delle centrali eoliche in corso d’opera nel Mediterraneo).

Secondo quanto previsto nel piano nazionale energetico (PNIEC) l’obiettivo del ministero della Transizione ecologica è di raggiungere entro il 2030 una capacità produttiva di 114 gigawatt da fonti rinnovabili compresi l’idroelettrico, il fotovoltaico, le centrali a biomasse e quelle geotermiche. Al momento in Italia sono operativi impianti per 56 gigawatt di potenza complessiva.