Crisi finanziaria mondiale 2020: conseguenze e prospettive

La pandemia dovuta al COVID-19 ha causato una profonda crisi economica: ecco quali sono le conseguenze

La pandemia di Covid-19 ha scatenato uno tsunami di proporzioni gigantesche, una crisi sanitaria con ripercussioni consistenti sull’economia mondiale e i mercati finanziari. La maggior parte dei Paesi è alle prese con un PIL in forte calo, la contrazione dei consumi e la difficile gestione della Fase 2, nel tentativo di favorire la ripresa delle attività e scongiurare così una depressione economica. Analizziamo nel dettaglio la crisi economica 2020 e cerchiamo di capire quali sono le prospettive per il futuro.

La crisi economica mondiale 2020

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha reso note le valutazioni realizzate in seguito alla crisi finanziaria 2020, analizzando la situazione attuale e l’impatto sull’economia mondiale del nuovo coronavirus, pubblicando le previsioni all’interno del World Economic Outlook. Si tratta di uno studio dettagliato, con il quale si è cercato di delineare i possibili scenari futuri, affinché i Paesi siano in grado di adottare contromisure adeguate alle sfide che ci attendono.

Per quanto riguarda il PIL mondiale, per il 2020 è attesa una contrazione del 3% del Prodotto Interno Lordo dell’intero pianeta, con una perdita complessiva che soltanto quest’anno potrebbe aggirarsi intorno ai 9 mila miliardi di dollari. La cifra è davvero considerevole, uguale a 5 volte il PIL italiano fatto registrare nel 2019, superiore a quello di Giappone e Germania messi assieme e pari al 45% del PIL degli Stati Uniti.

È evidente come stiamo di fronte a un evento senza precedenti, soprattutto perché sussistono molti dubbi e incertezze sulla possibile evoluzione del virus nei prossimi mesi. Eppure, la ripresa economica dipenderà proprio dalla capacità dei Paesi di contenere la diffusione dei contagi, mettendo in atto misure per favorire la ripresa economica. L’unica soluzione è riuscire a ripristinare il commercio mondiale, sostenendo imprese e famiglie durante i mesi di lockdown.

La crisi economica 2020 in Italia

Secondo le stime dell’FMI, l’Italia è uno dei Paesi che saranno maggiormente colpiti dalla crisi economica 2020. In base alle previsioni del Fondo Monetario Internazionale, infatti, quest’anno il PIL italiano potrebbe arrivare a perdere fino al 9,1%, di fronte a un dato pre Covid-19 che si attestava in rialzo dello 0,5%. Male anche sul fronte della disoccupazione, con un tasso che è visto in aumento nel 2020 al 12,7%.

Le indicazioni dell’istituzione internazionale prevedono un quadro in miglioramento nel 2021, tuttavia la situazione dipenderà dall’effettivo controllo del coronavirus e dalla ripresa delle attività economiche nel prossimo anno. In questo caso il PIL potrebbe recuperare il 4,8% nel 2021, contro un’indicazione precedente di +0,8%, con un tasso di disoccupazione che il prossimo anno potrebbe scendere al 10,7%.

La crisi economica 2020 in Europa

La situazione europea non è delle migliori, soprattutto a causa di una crisi sanitaria che conta già 1,5 milioni di persone contagiate, con oltre 139 mila decessi concentrati soprattutto in 5 Paesi: Italia, Regno Unito, Spagna, Francia e Belgio. Per quanto riguarda l’economia, l’FMI stima che soltanto la Grecia farà peggio del nostro Paese nel 2020, con un PIL che potrebbe perdere il 10% a dispetto di una contrazione del Prodotto Interno Lordo italiano del 9,1%.

La media dell’Eurozona dovrebbe attestarsi su un calo del 7,5%, con ripercussioni meno dure rispetto a quelle del nostro Paese ma comunque severe anche in Spagna (-8% del PIL nel 2020), Francia (-7,2%) e Germania (-7%). Per capire l’entità della crisi è importante considerare i calcoli iniziali per l’economia europea, realizzati prima dello scoppio della pandemia, i quali indicavano una crescita dell’1,4% dell’Eurozona.

Qualora la circolazione del virus dovesse essere controllata entro la fine dell’anno in corso, con la successiva ripresa dell’economia continentale, nel 2021 potremmo assistere a un incremento del PIL europeo del 4,7%. Si tratta di un dato in linea con le previsioni per l’Italia, seguita dalla Francia (+4,5% del PIL nel 2021) e dalla Spagna (+4,3%), mentre la Germania potrebbe raggiungere una crescita del 5,2% del Prodotto Interno Lordo nel prossimo anno.

La crisi economica 2020 in USA

Il Fondo Monetario Internazionale ha analizzato anche la situazione mondiale, realizzando stime sui possibili scenari economici dei principali Paesi del pianeta. In particolare, il PIL USA dovrebbe contrarsi del 5,9% nel 2020, per poi risollevarsi nel 2021 con un incremento del 4,7%, in linea con le stime per l’Eurozona. Al momento negli USA si contano oltre 1,1 milioni di contagiati da Covid-19 e più di 68 mila morti.

A preoccupare nel Paese a stelle e strisce è la situazione socioeconomica, con i disoccupati che hanno raggiunto il livello record di 30 milioni di persone nell’ultima settimana di aprile. Il tasso di disoccupazione è salito dal 3,5% (il valore più basso registrato negli ultimi 50 anni) fino al 4,4%, sebbene le stime della Federal Reserve prevedano il raggiungimento di un livello vicino al 10% entro la fine dell’anno.

La crisi economica 2020 nel mondo

Anche nel resto del mondo la nuova crisi economica 2020 ha colpito duramente, nonostante in alcuni Paesi l’emergenza sanitaria al momento sia considerata sotto controllo. È il caso della Cina, dove dopo 82 mila persone risultate positive e 4.633 decessi non si registrano nuovi contagi, ad eccezione di alcuni casi importati dall’estero. Il PIL cinese è crollato del 6,8% nel primo trimestre del 2020, tuttavia dovrebbe chiudere l’anno in positivo.

Un risultato che sembra rassicurante, dunque, ma è ben al di sotto delle prestazioni fatte registrare dal gigante asiatico negli ultimi anni, quando l’economia cinese cresceva con una media del 6%. Nel 2021 invece la Cina dovrebbe tornare su ritmi sostenuti, con il Prodotto Interno Lordo che potrebbe crescere del 9,2% secondo le previsioni dell’FMI, seguito a livello mondiale dal PIL dell’India, il quale nel 2021 dovrebbe aumentare del 7,4%.

Crisi economica 2020: i possibili scenari

La pandemia di Covid-19 sta mettendo a dura prova l’economia mondiale, con i Paesi alle prese con il contenimento del virus e l’emergenza sanitaria. Le incertezze sul futuro sono tante, come ammette lo stesso Fondo Monetario Internazionale, indicando comunque alcuni possibili scenari per voce della direttrice Kristalina Georgieva. In particolare la situazione attuale è stata inquadrata come la peggiore recessione economica della storia, seconda soltanto alla Grande Depressione del 1929.

L’FMI indica come ben 170 Paesi potrebbero presentare una crescita negativa nel 2020, con una contrazione media del 6% negli Stati avanzati e dell’1% nelle nazioni emergenti. Nella migliore delle ipotesi, quindi con il contenimento del virus entro la seconda metà del 2020, il crollo del PIL mondiale sarà del 3%. Altrimenti, se saranno necessarie nuove misure di isolamento fino al 50% più elevate, la previsione è quella di una perdita complessiva del 6% nel Prodotto Interno Lordo globale.

Un quadro meno rassicurante tiene in conto il possibile ritorno del coronavirus, con la ricomparsa di focolai il prossimo anno. Questo evento potrebbe provocare una nuova crisi economica, con il ricorso a periodi di quarantena e il blocco delle attività economiche, condizione che potrebbe causare una recessione prolungata anche nel 2021. Ciò comporterebbe la cancellazione della ripresa economica, la quale passerebbe da +5,8% a una crescita media di appena lo 0,8%.

Nella peggiore delle ipotesi, con il prolungamento dell’isolamento sociale e un ritorno del virus nel 2021, anche il prossimo anno andremo incontro a una contrazione del PIL mondiale del 2,2%, sempre secondo le stime dell’FMI. Le preoccupazioni per la situazione attuale arrivano anche da Angel Gurria, segretario generale dell’OECD (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), il quale ammette che il momento sia drammatico e che ci vorranno anni per una ripresa stabile.

Le misure per uscire dalla crisi economica 2020

Nonostante le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, ma anche quelle di altri organismi, non siano molto ottimiste, i Paesi hanno a disposizione diversi strumenti per rivitalizzare l’economia e sostenere la ripresa della attività. Le manovre già realizzate hanno avuto un impatto positivo, grazie a un’iniezione complessiva che ha superato gli 8 mila miliardi di dollari, rivolte soprattutto alla gestione della crisi sanitaria e al supporto di famiglie, imprese e delle fasce della popolazione più deboli.

La priorità è stata infatti quella legata all’assistenza sanitaria, per contenere il numero di contagi attraverso operazioni di lockdown e isolamento, evitando il congestionamento degli ospedali e riducendo il numero di decessi. I risultati sono evidenti, con il netto calo sia del numero di nuovi contagiati che di morti, perciò è il momento di cominciare a mettere in atto misure di stimolo all’economia.

D’ora in avanti sarà necessario sostenere le banche e il sistema finanziario, attraverso l’azione delle banche centrali, che saranno chiamate a scongiurare la stretta del credito, garantendo fondi sufficienti per aziende, liberi professionisti e famiglie. I provvedimenti di politica monetaria dovranno assicurare la ripresa della produzione industriale, delle attività economiche e stimolare i consumi, puntando sull’innovazione tecnologica e la digitalizzazione dei servizi.

In particolare ogni Paese dovrà gestire in maniera accurata la Fase 2, allentando le restrizioni in modo graduale e monitorando l’evolversi della situazione, per scongiurare eventuali ricadute e aumenti improvvisi dei nuovi contagi. Per uscire dalla crisi economica 2020 sarà necessario l’impegno di tutti, tramite il coordinamento a livello globale delle misure da intraprendere per evitare il collasso del sistema economico-finanziario.

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