Scuola, tamponi gratis per i docenti: le regole per il ritorno in classe

Ministero dell'Istruzione e sindacati hanno trovato un'intesa di massima per il ritorno in aula ma rimangono diversi nodi irrisolti

A poche settimane dall’inizio dell’anno scolastico è stato trovato l’accordo per permettere il ritorno in classe di studenti e personale scolastico, sul quale rimane però ancora l’ostacolo dell’obbligo del green pass. I tecnici del ministero dell’Istruzione hanno formulato il protocollo di sicurezza con le sigle sindacali, ma i presidi non hanno firmato il documento per il nodo dei tamponi ai docenti che non sono ancora vaccinati contro il Covid-19.

Scuola, le regole per il ritorno in classe: l’accordo sul protocollo

I test saranno infatti gratuiti e saranno pagati dagli istituti, tramite i fondi messi a disposizione per l’emergenza sanitaria, ai 213.277 tra insegnati, bidelli e amministrativi non vaccinati e che non hanno ricevuto neppure la prima dose del vaccino, circa il 14,55% del personale scolastico secondo il report settimanale degli uffici del commissario straordinario.

Secondo quanto riportato del testo, il ministero autorizzerebbe gli istituti, “mediante accordi con le aziende sanitarie o con strutture diagnostiche convenzionate”, a fare ricorso ai circa 350 milioni di euro di risorse straordinarie “anche per consentire di effettuare tamponi diagnostici al personale scolastico, secondo le modalità previste dall’Autorità sanitaria”.

Con una nota il ministero ha poi precisato che “nel Protocollo d’intesa siglato con le Organizzazioni sindacali, non è previsto, né si è mai pensato di prevedere, un meccanismo di gratuità del tampone ai cosiddetti no vax“.

Scuola, accordo sul protocollo di sicurezza: i presidi non firmano

“L’Anp non ha firmato il Protocollo perché contraria alla possibilità che le scuole si facciano carico del costo dei tamponi. Inoltre, il testo non chiarisce quali siano i dipendenti non vaccinati che hanno diritto al rimborso del tampone”. ha chiarito così lo strappo della sua categoria il presidente dell’associazione dei presidi, Antonello Giannelli.

“Non intendiamo favorire alcuna logica di ‘sostituzione’ della vaccinazione con il tampone. Deve essere chiaro: si tratta di tutela della salute collettiva e questo per noi è prioritario. Ci riserviamo di rivedere la nostra posizione se e quando il testo del protocollo sarà modificato nel senso da noi chiesto” ha concluso Giannelli.

Scuola, le regole per il ritorno in classe: i nodi irrisolti

Non ancora risolta la questione dell’obbligo del green pass con sospensione dello stipendio per chi non ce l’ha dopo cinque giorni di assenza ingiustificata: il ministero invierà in merito una nota specifica alle istituzioni scolastiche nei prossimi giorni.

“Stiamo mettendo in campo ogni azione necessaria per assicurare il rientro in aula con interventi mirati e puntuali. L’intesa raggiunta con le organizzazioni sindacali è un ulteriore tassello e testimonia l’impegno comune per garantire a ogni studentessa e a ogni studente il diritto di poter tornare a frequentare in sicurezza e in presenza la scuola, recuperando il rapporto con i loro compagni, i docenti, la socialità”, ha affermato il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.

“Abbiamo stanziato già oltre 2 miliardi per il rientro a scuola. Stiamo lavorando da mesi – ha aggiunto il responsabile della Scuola -. Con il Protocollo appena siglato siamo intervenuti a sostegno delle situazioni e delle persone più fragili. Per quanto riguarda il distanziamento, interveniamo dove ci sono le classi più numerose, che si concentrano soprattutto nelle scuole di secondo grado delle periferie urbane. Abbiamo risorse già stanziate per queste situazioni, fondi che ora distribuiremo rapidamente.”

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