Truffa del rinnovo Spid, tra e-mail e finto operatore: così rubano tutti i dati degli italiani

Una nuova truffa punta ai soldi e alle credenziali Spid degli utenti: come riconoscere tutti i segnali

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Mai abbassare la guardia, neanche quando si ricevono messaggi di posta elettronica da quelli che sembrerebbero enti certificati. I criminali informatici stanno utilizzando il nome dello Spid per convincere gli utenti a consegnare volontariamente le proprie credenziali di accesso a uno dei dispositivi di identificazione digitale più utilizzati in Italia.

Vanno allertati soprattutto quei cittadini meno abituati a riconoscere i tentativi di frode online. Tuttavia, questa modalità rischia di ingannare anche chi ha maggiore dimestichezza con gli strumenti digitali. Il messaggio fa leva sul timore di disattivazione dello Spid, un fatto reale che coinvolge milioni di italiani in questi mesi. In questo modo, gli hacker spingono gli utenti ad agire di fretta, prima di aver verificato l’origine della comunicazione.

Come funziona la truffa dello Spid

La campagna di frode è stata segnalata dal Cert-AgID segue uno schema preciso.

La vittima riceve una comunicazione che arriva da un soggetto apparentemente affidabile, che ha questo aspetto qui.

truffa spid

In questo caso i truffatori vorrebbero convincere le vittime a pagare per il rinnovo del servizio. Ci sono due frasi incriminate in questa e-mail.

La prima riguarda la possibilità che qualcuno possa pagare per l’utente, in sede o online, il rinnovo del servizio d’identità digitale. In realtà, per tutto ciò che concerne l’identificazione, compreso il ritiro della carta d’identità elettronica, non c’è delega che tenga.

Il secondo elemento che deve trarre in inganno è il tasto che rimanda al pagamento immediato, che non è presente nelle e-mail di avviso di scadenza dello Spid originali.

Perché i criminali prendono di mira lo Spid

Lo Spid è diventato una delle chiavi principali per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione, e non solo.

Con le credenziali trafugate, i truffatori possono tentare di:

  • entrare nei servizi online collegati all’identità digitale;
  • ottenere informazioni personali;
  • accedere ad altri servizi collegati;
  • utilizzare i dati raccolti per ulteriori frodi.

Lo Spid viene utilizzato per operazioni delicate come la consultazione e la creazione di documenti fiscali attraverso i portali della Pubblica Amministrazione. La perdita delle credenziali è equiparabile a un vero e proprio furto d’identità.

Come riconoscere una falsa comunicazione

Ci sono alcuni segnali che aiutano a individuare la truffa:

  • richieste improvvise di aggiornamento o conferma dei dati;
  • messaggi che creano inutili allarmismi;
  • link che rinviano a pagine diverse dai siti ufficiali;
  • richieste telefoniche di password o codici ricevuti via messaggio.

Un gestore Spid, ma anche l’Agenzia delle Entrate o la tua banca, non chiede in nessun caso la password o codici numerici utilizzabili una sola volta tramite telefono, email o messaggi.

Cosa fare se si sospetta una truffa

Chi si è accorto di aver inserito le proprie credenziali su un sito che in un secondo momento ha giudicato sospetto deve intervenire tempestivamente.

Le prime azioni da compere sono:

  1. cambiare immediatamente tutte le password relative allo Spid;
  2. contattare il provider attraverso i canali ufficiali;
  3. controllare sulla propria mail eventuali accessi o notifiche anomale;
  4. controllare e segnalare eventuali movimenti non riconosciuti sul proprio conto in banca;
  5. segnalare quanto accaduto alla Polizia Postale.

Anche nel caso in cui non siano state fornite informazioni sensibili, è utile conservare il messaggio ricevuto per segnalare correttamente il tentativo di frode, in modo che le Forze dell’Ordine possano bloccare le campagne criminali ancora attive.