Presentando i risultati del secondo trimestre e del primo semestre 2026, il 24 luglio 2026, Poste Italiane ha annunciato di aver definito con la Cassa depositi e prestiti (Cdp) il documento preliminare del nuovo accordo che regolerà buoni fruttiferi e i libretti postali per il periodo 2027-2030.
Per i milioni di risparmiatori che affidano i loro soldi a questi strumenti significa continuità, con alcune novità in arrivo sul fronte delle offerte. I prodotti più diffusi tra le famiglie italiane restano dunque al centro della strategia del gruppo anche per i prossimi anni.
Indice
Cosa prevede l’accordo con la Cassa depositi e prestiti
Il risparmio postale funziona su due binari paralleli: Poste colloca e gestisce buoni e libretti, mentre la raccolta confluisce nella Cassa depositi e prestiti, che la utilizza per finanziare investimenti pubblici. È un rapporto regolato da una convenzione pluriennale, che l’intesa appena definita rinnova per il quadriennio 2027-2030.
Secondo i dati presentati dal gruppo, i ricavi medi annui riconosciuti a Poste per la gestione del risparmio postale sono passati da 1,7 miliardi di euro del triennio 2021-2023 a 1,8 miliardi del 2024-2026, fino a una media attesa di 1,9 miliardi di euro nel periodo 2027-2030.
Il rinnovo dell’accordo arriva in una fase di risultati record per il gruppo, che nel primo semestre 2026 ha registrato ricavi per 6,8 miliardi di euro e un utile netto di 1,2 miliardi.
Nuovi prodotti e offerte di Poste Italiane fino al 2030
Sul piano pratico, per chi possiede già buoni fruttiferi o un libretto non ci sono effetti immediati. I titoli in essere restano regolati dalle condizioni con cui sono stati sottoscritti.
Le novità riguardano l’offerta futura. Poste ha indicato tre direttrici:
- offerte sulla liquidità – nuove proposte con soglie più ampie per chi vuole parcheggiare somme liquide;
- gestione delle scadenze – un’attenzione specifica ai buoni in arrivo a scadenza, per accompagnare il reinvestimento;
- soluzioni per la successione – nuovi prodotti pensati per la trasmissione del risparmio agli eredi.
I dettagli operativi, comprese le condizioni economiche e i rendimenti, saranno definiti con l’avvio del nuovo accordo e resi disponibili nei fogli informativi ufficiali.
Conviene risparmiare con buoni fruttiferi e libretti postali?
Buoni fruttiferi e libretti restano tra gli strumenti preferiti dalle famiglie per la combinazione di semplicità e sicurezza. Il rimborso del capitale è infatti garantito dallo Stato attraverso la Cassa depositi e prestiti. È una delle ragioni per cui, anche in una fase di incertezza sui tassi di interesse, la raccolta postale continua a rappresentare una quota importante dei risparmi nel Belpaese.
A dare la misura del fenomeno sono i numeri della raccolta: secondo i dati di Poste e della Cassa depositi e prestiti, buoni e libretti contano circa 27 milioni di sottoscrittori per uno stock complessivo vicino ai 320 miliardi di euro. Significa che ne possiede almeno 1 quasi un italiano su 2, a conferma di un’abitudine che attraversa le generazioni: dai libretti intestati ai più piccoli fino ai buoni usati per accantonare in vista della pensione o per pensare alla successione.
Anche nell’ultima rilevazione Acri-Ipsos presentata in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, la sicurezza e la liquidità restano i due criteri che gli italiani mettono al primo posto quando decidono dove tenere i loro soldi, ed è proprio su questi due fronti che si giocano le nuove offerte annunciate da Poste.