PNRR in ritardo: Meloni chiederà revisione a Bruxelles

Ispettori Ue a Roma. Gentiloni rassicura: "Europa pronta a collaborare ma l'Italia rispetti gli impegni presi"

L’Italia è in ritardo con il Pnrr. Mentre i tecnici della task force Ue hanno concluso ieri, a Roma, il confronto con le strutture dei ministeri sui progressi verso i 55 obiettivi da raggiungere entro fine anno per ottenere la terza rata, da 19 miliardi, diversi dicasteri hanno denunciato lentezze, anche a causa del caro-materiali. È necessario, dunque, accelerare per rispettare l’appuntamento con la rata di fine anno. Ma sulla tabella di marcia pesa l’aumento dei costi difronte alla quale il Governo Meloni vuole tentare la strada di un dialogo con Bruxelles per ottenere una revisione del Piano.

Aumento dei costi pesa sul Pnrr



“Molto opere, anche rilevanti, del Pnrr sono finanziate solo in parte. I ritardi sono dovuti anche all’aumento esponenziale dei prezzi”. Ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini in audizione al Senato sulle linee programmatiche del suo Dicastero. In particolare l’inflazione pesa in maniera decisa sui progetti del Pnrr. “Alcuni cambiamenti li dobbiamo certamente fare. La revisione del Pnrr di cui tanto si discute – ha detto il ministro per l’Ambiente e la sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto all’evento annuale Pnrr 2022 – è una revisione che con la Commissione europea va valutata rispetto a quello che è cambiato complessivamente. Sono cambiate alcune finalità, ci siamo anche accorti di avere alcuni punti che possono essere migliorati. Quando sono state previste le opere del Pnrr noi non avevamo l’8-10% di inflazione e su quelle che sono le opere del nostro ministero che sono opere sostanziali, l’effetto del maggior costo delle materie prime è dirompente. Ho chiesto al dipartimento Pnrr del ministero di fare una stima puntuale rispetto alle misure previste e ci dice che dai 34 mld, oggi su può ragionare sui 39 mld, 5 in più calcolando l’inflazione dell’8%”.

L’aumento dei costi preoccupa anche il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano che chiede una verifica sui prezzi aumentati, ed esprime “perplessità” su alcuni contenuti che si dice pronto a cambiare, se Bruxelles lo consentirà.

“Ribadisco l’importanza di accelerare l’attuazione del Pnrr pur in presenza di ostacoli quali il rialzo dei prezzi dei materiali con le sue inevitabili conseguenze sui costi finali delle opere pubbliche – ha detto oggi il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti in audizione sulla manovra – Proprio per far fronte a questo il disegno di legge di bilancio reca specifici fondi per un importo di circa 12 miliardi nel periodo 2023-2027. La messa a terra del Pnrr darà un forte impulso alla crescita quantitativa e qualitativa dell’economia italiana, contribuendo anche a migliorare la sostenibilità del debito”.

Allo studio rivalutazione parziale del Piano 

“Stiamo valutando, lo sa bene il ministro Fitto che è il fronte del contatto con la Commissione Europea, la possibilità di chiedere a Bruxelles una revisione parziale del Pnrr, o comunque di alcuni suoi target così da liberare da subito risorse in favore delle imprese – ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Adolfo Urso, nel suo intervento da remoto all’Abruzzo Economy Summit in corso a Pescara –. Urso si sofferma sull’idea di “ricollocare alcune risorse e alcuni risparmi che si sono avuti in questo anno nel prossimo anno e permettere alle imprese di utilizzarli nel 2023. Le condizioni peraltro che avevano portato alla stesura e all’approvazione del Pnrr nel 2021 – ha aggiunto – sono adesso profondamente mutate, in modo radicale. Vi era il lockdown, la pandemia, ma nessuno poteva immaginare un evento così straordinario e ancora poi impattante come la guerra della Russia in Ucraina con le conseguenze sul fronte energetico”.

“Ci sta lavorando Fitto. Non abbiamo stimato la variazione, io ho solo il mio osservatorio come infrastrutture. Penso sia una necessità di tutti i Paesi europei, quelli che hanno richiesto i fondi. Non ce la si fa con questi costi” ha detto Salvini commentando la possibilità di una revisione del Pnrr.

Gentiloni: “Europa disponibile a collaborare” 

“Finora il nostro Paese ha dimostrato grande capacità di mantenere gli impegni. Dobbiamo dare atto al governo precedente di aver lavorato bene. Il governo attuale sta lavorando altrettanto bene. La missione della Commissione – ha detto il Commissario Ue all’economia, Paolo Gentiloni – ha verificato in questi due giorni il livello di impegno straordinario che c’è da parte di tutte le nostre amministrazioni. Nella fase di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “i servizi della Commissione europea sono disponibili e pronti a collaborare per risolvere strozzature, difficoltà, singoli progetti che incontrano problemi concreti” ha sottolineato Gentiloni. Il Commissario ha aggiunto che “le difficoltà non mancano”, derivanti soprattutto dall’aumento dei prezzi dei materiali e dell’energia. “La collaborazione in corso sarà fondamentale – ha precisato – per attuare il Piano, per valutare quello che c’è da correggere e farlo mentre si lavora all’attuazione degli impegni presi”.  “Penso – ha sottolineato Gentiloni – che il governo è impegnato a rispettare questi impegni del Pnrr, ma se ci sono ritardi vanno affrontati. I ritocchi si possono fare, ma a condizione che si rispettino gli impegni”.