Eni sotto attacco hacker: i timori per il ruolo della Russia

L’azienda leader nel settore energetico ha riscontrato diversi tentativi di violazione dei propri sistemi informatici: l’ombra del Cremlino dopo il caso GSE

Sembra essere un’azione mirata e premeditata quella a cui stiamo assistendo nel nostro Paese ormai da diversi giorni. L’attacco hacker che nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 agosto ha colpito il Gestore dei servizi energetici (GSE) pare infatti non essere l’unico caso isolato dato che nelle ultime ore anche un colosso italiano attivo nel settore è finito nel mirino della criminalità informatica.

La notizia è stata rilanciata da tutte le maggiori agenzie di stampa nazionali e riguarda Eni, i cui sistemi di protezione interni hanno rilevato un numero elevato di “accessi non autorizzati alla rete aziendale” effettuati da parte di gruppi di hacker professionistici. Il tutto mentre la multinazionale ha comunicato che sono in corso le dovute verifiche “per valutare le conseguenze del tentativo d’attacco, che risultano attualmente di lieve entità”.

Attacco hacker al sistema informatico di Eni: l’indagine degli inquirenti per stabilire la provenienza

Un episodio che – come si diceva – indica in maniera inequivocabile come l’Italia ad oggi sia finita al centro di un interesse specifico da parte dei clan delinquenziali che si occupano di violare le infrastrutture informatiche di aziende e imprese. Questo nonostante la stessa Eni (tramite un comunicato diffuso direttamente a nome dell’amministratore delegato Claudio Descalzi) avesse da tempo annunciato come – “nell’ambito delle attività di monitoraggio dei propri sistemi informatici” – le misure di sicurezza fossero state “rafforzate a seguito dell’inizio del conflitto in Ucraina“.

E così, a meno poco più di venti giorni dalle elezioni politiche del prossimo 25 settembre, la campagna offensiva condotta dagli hacker ha fatto scattare l’allerta anche tra le istituzioni del nostro Paese: dovrebbe infatti tenersi nelle prossime ore una riunione specifica del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr), mentre sui casi in oggetto sono intervenuti in maniera tempestiva gli specialisti della Polizia postale, che stanno indagando sull’accaduto. Al momento nessuna pista è stata esclusa da parte degli inquirenti e i timori sono che dietro ci sia lo zampino della Russia.

Eni sotto l’attacco informatico degli hacker: i timori e la pista che porta al Cremlino

Il filo conduttore pare essere quello della crisi energetica, vista l’affinità delle vittime degli attacchi. Il nostro Paese infatti è uno di quelli che sta soffrendo maggiormente l’aumento continuo del costo del gas, che al mercato di Amsterdam ha raggiunto un livello mai visto prima nella storia recente. Una situazione che diventa sempre più difficile ora dopo ora e che ha portato il ministro Roberto Cingolani (titolare della Transizione ecologica) ad annunciare nuove misure per diminuire il consumo di gas e sganciare l’Italia dalla dipendenza verso Mosca.

Nel frattempo – in attesa che ci siano riscontri più certi per quanto riguarda l’attacco subito da Eni – è possibile basarsi su quanto accaduto a GSE per fare una prima analisi di queste violazioni informatiche: come riportato dagli investigatori, la cybersicurezza dell’istituto è stata abbattuta “per mezzo di un malware di ultima generazione” e la società ha reso indisponibili il sito internet e i portali per diverse ore in modo da “mettere in sicurezza i dati e i sistemi informativi“.