Pos-cassa, il collegamento vale 5,3 miliardi al Fisco: milioni di scontrini extra al mese

I dati diffusi dal Ministero e dall'Agenzia delle Entrate sul boom di scontrini extra. Sotto la lente della manovra i settori più a rischio

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Cento milioni di scontrini in più e 5 miliardi di euro emersi. Questo il risultato dell’obbligo di collegamento del Pos al registratore di cassa. I dati li ha forniti il viceministro all’Economia Maurizio Leo durante un convegno della Fondazione Centro Studi Commercialisti. Sono numeri impressionanti in appena un mese di bilancio del nuovo obbligo e che raccontano come una semplice procedura possa fare la differenza.

La procedura ha permesso di far emergere il sommerso. Da gennaio ad aprile (con scadenza entro il 31 maggio) sono stati collegati 1,6 milioni di registratori ai relativi Pos.

Fisco: 5,3 miliardi di euro in più

Vincenzo Carbone, direttore dell’Agenzia delle Entrate, all’evento per i 50 anni di Sogei alla Camera ha confermato i numeri:

Con l’entrata a regime dell’obbligo di abbinamento telematico tra Pos e registratori di cassa, al 15 maggio abbiamo +115 milioni di scontrini con un aumento della base imponibile di 5,3 miliardi.

Un risultato concreto e in brevissimo tempo del nuovo strumento di contrasto all’evasione fiscale. Se il ritmo rimanesse questo, secondo le stime dell’Agenzia delle Entrate, si formerà un extragettito di 2,4 miliardi.

L’Agenzia non vuole avere un atteggiamento punitivo, prosegue Carbone, ed è impegnata a migliorare la relazione con i contribuenti in modo più efficace e moderno.

Ancora, ha sottolineato come “non esista il grande fratello” e che lo strumento utilizzato intervenga prima del problema, ovvero dell’evasione fiscale e delle sue conseguenze. È bastato un obbligo e un rischio sanzione da 1.000 a 4.000 euro.

Obbligo di collegare Pos e registratore di cassa

Lo strumento utilizzato per ottenere questo risultato è semplice ed efficace: l’obbligo di collegare il Pos al registratore di cassa. Non è un miracolo, ma solo l’emersione di un sommerso.
Inserito nella legge di Bilancio 2025, l’obbligo di collegamento è entrato in vigore il 5 marzo 2026. Si tratta di una procedura che non ha costi per lo Stato e che si può eseguire in modo facile e in pochi passaggi sul portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate.

Le attività più esposte

Anche il viceministro all’Economia Maurizio Leo è intervenuto e ha commentato il risultato. Ha dichiarato come solo a maggio siano stati battuti oltre 10 milioni di scontrini extra rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Un risultato “significativo” e che fa parte del piano di recupero che Sogei, insieme alle Agenzie fiscali, sta portando avanti dal 2023. In totale, rivendicano, sono stati recuperati 101 miliardi di euro.

Con la nuova regola, inoltre, si va verso l’emersione delle attività da sempre più a rischio evasione.

Tra gli inaffidabili (in percentuale), ci sono:

  • bar (56%);
  • gelaterie (56%);
  • discoteche (77%);
  • scuole di danza (77%);
  • panettieri (70%);
  • mercerie (68%);
  • negozi di giocattoli (67%);
  • negozi di abbigliamento (65%);
  • campeggi e villaggi turistici (64%);
  • spiagge (58%);
  • ottici (50%);
  • fotografi (50%);
  • giornalai (45%)

Per esempio i ristoranti, che come riporta Open, con il loro 70,8% di contribuenti con pagelle fiscali inferiori all’8 sono la categoria a più alto tasso di inaffidabilità fra quelle che contano almeno 10mila contribuenti.