Il nuovo bonus da 200 euro non sarà per tutti: chi resta escluso

Ecco cosa sappiamo al momento del nuovo bonus annunciato dal premier Draghi contro il carovita. Come funziona, quando arriva e chi non potrà riceverlo

Che cos’è questo bonus da 200 euro annunciato dal premier Draghi nella conferenza stampa di presentazione del nuovo decreto Aiuti? In molti avete scritto a QuiFinanza chiedendo chiarimenti, motivo per cui vediamo di mettere a fuoco tutte le informazioni attualmente disponibili.

Il decreto non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella sua versione finale, tuttavia sappiamo con certezza – perché l’ha anticipato lo stesso Draghi – che si tratta di un bonus una tantum da 200 euro che verrà riconosciuto appunto una sola volta a lavoratori e pensionati con redditi bassi per combattere il caro vita (qui le più importanti misure contenute nel nuovo dl Aiuti e energia).

La misura è stata pensata per chi ha un reddito annuo inferiore a 35mila euro come aiuto per contrastare i rincari registrati in diversi settori e si aggiunge al taglio previsto per il 2022 dello 0,8% dell’aliquota previdenziale sui dipendenti pubblici che hanno una retribuzione sotto la stessa soglia (sempre fino a 35mila euro).

“Sui pensionati non c’è molta difficoltà a capire come lo avranno, mentre per i lavoratori dipendenti saranno i datori di lavoro ad erogarlo, che lo recupereranno al primo pagamento di imposta utile. Non è che anticipano e non lo vedono più o lo rivedono dopo un anno, ma vengono ristorati al primo pagamento utile” chiarisce il premier.

Come avere il bonus 200 euro e quando arriva

Si tratta di un contributo destinato a circa 28 milioni di famiglie che, nel caso dei pensionati, verrà erogato dall’Inps quasi sicuramente a luglio direttamente assieme alla pensione.

Ai dipendenti arriverà direttamente in busta paga tra giugno e luglio grazie ai datori di lavoro, che lo recupereranno al primo pagamento di imposta utile.

Per gli autonomi ancora tutto tace, ma secondo le prime indiscrezioni tutte le partite Iva che ne abbiano i requisiti potranno farne richiesta tramite un apposito fondo che verrà creato a breve.

Quando arriverà dipende dai tempi tecnici, ha detto il ministro dell’Economia Daniele Franco. Soddisfatto anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando, secondo cui il bonus contro l’inflazione “interviene sulle fasce più deboli di pensionati e lavoratori, riequilibrandoli rispetto allo choc che la crisi ha avuto e rispetto ai sovraprofitti”.

Sindacati contro: cosa non va

Come prevedibile, però, sono però piovute critiche da più parti. Oltre al rebus dei lavoratori autonomi c’è anche quello dei lavoratori stagionali, che rischiano di non beneficiare del sostegno a causa delle tempistiche, anche se è possibile che il governo studi una soluzione ad hoc per loro.

Contrari, subito, i sindacati. “200 euro sono meglio di nulla ma non risolvono il problema” attacca il leader della Cgil Maurizio Landini, ribadendo la necessità di affrontare la questione della precarietà.

“Non è accettabile – ha detto – che il lavoro dipendente e le pensioni siano tassati più delle rendite finanziarie. E’ una tassa sul lavoro vero. Devono modificare il sistema del prelievo fiscale. Ci sono troppe differenze. Non sta in piedi che ci siano queste differenze tra dipendenti e manager. Il mio problema non è che prendono troppo i grandi manager, ma che prendono troppo poco i lavoratori dipendenti”.

Più morbido il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, che sottolinea di aver “apprezzato la disponibilità del governo”: c’è “un primo forte intervento per l’emergenza, ma ora dobbiamo negoziare un nuovo patto sociale per crescita, sviluppo e lavoro”.

Nel decreto aiuti c’è “un importante e non scontato incremento delle risorse che, dopo l’incontro con il sindacato, il governo ha raddoppiato, facendole passare da 7 a 14 miliardi, recuperandole da un’ulteriore tassazione degli extraprofitti“. Anche il bonus da 200 euro per lavoratori e pensionati “è un primo significativo intervento che va nella direzione da noi auspicata”. Ma si può e si deve fare di più, lascia intendere.

Secondo il segretario generale Uila-Uil Stefano Mantegazza, la scelta di erogare questo importo con la busta paga di giugno risulta quanto mai opportuna per i lavoratori a tempo indeterminato, ma rischia invece di essere impraticabile per i lavoratori stagionali, in particolare quelli più precari, come gli oltre 900mila braccianti agricoli.

Per loro chiediamo al governo che l’erogazione avvenga con le modalità già definite in occasione dei bonus Covid“, ovvero con domanda online su piattaforma dedicata. “È l’unico modo certo per consentire ai lavoratori più precari e con i redditi più bassi di poter usufruire anch’essi di questo importante sostegno”.

Le critiche di Confindustria

Poco convinti anche gli industriali. Del nuovo decreto del governo “non ci convince la parte relativa al fatto che si affrontano i temi più importanti con i bonus e le una tantum. Noi abbiamo proposto degli interventi strutturali perché riteniamo che sia il momento per intervenire in questo modo sui gap decennali del Paese” ha commentato il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, prima dell’assemblea di Federalimentare in corso alla 21esima edizione di Cibus.

“La nostra proposta – ha spiegato il leader degli industriali – avrebbe messo nelle tasche dei lavoratori fino a 35mila euro di reddito 1.223 euro, l’equivalente di una mensilità aggiuntiva, per tutta la vita lavorativa”. Una bella differenza, insomma, e una notevole divergenza di vedute (qui tutte le misure approvate nel dl Aiuti per le imprese).

I 200 euro di bonus per i lavoratori “non sono mai abbastanza, ma le risorse sono queste e il provvedimento è stato fatto senza fare scostamenti di bilancio. Non escludiamo che in futuro ci sia un incremento di questo importo” ha puntualizzato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli, rispondendo alle critiche.