Manovra, sfida aperta all’Europa. Salvini e Di Maio esultano

Il ministro dell'Economia, Tria, cede dopo un lungo braccio di ferro ma non si dimette

(Teleborsa) “Sarà una manovra espansiva, sotto il segno della crescita”. Con queste parole il vicepremier Luigi Di Maio ha salutato l’intesa raggiunta dopo un lunghissimo braccio di ferro.

Alla fine di una giornata piena di tensioni, sulla manovra finanziaria 2019 ha vinto la linea Movimento 5 Stelle e Lega. Il governo gialloverde, dunque, ha raggiunto una intesa sul deficit per il 2019 e il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che inizialmente aveva fissato la cosiddetta linea del Piave all’ 1,6%, spingendosi fino all’2,1%, alla fine ha ceduto e fisserà nel Def l’asticella dell’indebitamento al 2,4%, liberando così 27 miliardi per la manovra. Riforma della legge Fornero, reddito e pensioni di cittadinanza, fondi per i risparmiatori colpiti dalle crisi bancarie, investimenti e calo delle tasse per gli autonomi entreranno tutti nella legge di bilancio e saranno, dunque, finanziati ricorrendo all’indebitamento.  Il rapporto deficit/pil sarà previsto al 2,4% nel 2019, 2020 e 2021.

DI MAIO:” GIORNO STORICO” – “Oggi è un giorno storico! Oggi è cambiata l’Italia! Abbiamo portato a casa la Manovra del Popolo”,  ha annunciato con toni trionfalistici Di Maio su Facebook, aggiungendo che la manovra cancella la povertà grazie al Reddito di Cittadinanza, per il quale sono stati stanziati 10 miliardi. “Restituiamo finalmente un futuro a 6 milioni e mezzo di persone che fino ad oggi hanno vissuto in condizione di povertà e che fino ad oggi sono stati sempre completamente ignorati”, scrive il leader M5S.

SALVINI ESULTA – Anche il leader della Lega Matteo Salvini si dice “pienamente soddisfatto” ed elenca le “sue” vittorie: flat tax al 15% per più di un milione di lavoratori e la rottamazione della Legge Fornero grazie all’introduzione della cosiddetta “Quota 100″ che darà diritto alla pensione ad almeno 400 mila persone e favorirà altrettanti posti di lavoro. E poi, chiusura delle cartelle Equitalia, investimenti per scuole, strade e Comuni e nessun aumento dell’IVA”.

RISCHIO BOCCIATURA – Intanto, prima ancora che l’intesa fosse ufficiale, erano iniziate a filtrare reazioni, solo ufficiose, secondo le quali la legge di bilancio dell’Italia rischia la bocciatura da parte della Commissione europea qualora il deficit nominale avesse superato la soglia del 2%. E’ quanto apprende l’Agi a Bruxelles. La decisione sarà presa dal collegio dei commissari nella seconda metà di ottobre, dopo la presentazione formale del progetto di Legge di bilancio, ma i tecnici dell’esecutivo comunitario inizieranno sin da subito a analizzare i dati contenuti nella nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (Def).

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