Dl Ristori Bis, via libera del Cdm al provvedimento da 2,5 miliardi

Approvato dal Consiglio dei Ministri, nel corso di una riunione fiume iniziata alle 23 di ieri e proseguita fino a tarda notte, il decreto legge Ristori bis

Approvato dal Consiglio dei Ministri, nel corso di una riunione fiume iniziata alle 23 di ieri e proseguita fino a tarda notte, il decreto legge Ristori bis per il sostegno alle attività economiche più colpite dalle misure anti-diffusione del Covid-19.

Principale novità è l’aumento degli aiuti la cui dote è salita a circa due miliardi e mezzo da poco meno di 2 previsti inizialmente. Nel provvedimento sono previste agevolazioni per il pagamento delle imposte e degli affitti e l’ampliamento delle categorie che beneficiano dei finanziamenti a fondo perduto, oltre al rinvio delle scadenze delle tasse di novembre, fondi per i congedi e il bonus babysitter.

“All’inizio della prossima settimana oltre 211mila imprese – ha annunciato ieri sera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – vedranno accreditati, direttamente sul proprio conto corrente, i primi bonifici dei contributi a fondo perduto predisposti dal Governo.

Dopo soli nove giorni dall’emanazione del primo decreto-legge “Ristori”, ancora prima dei tempi che avevamo previsto, l’Agenzia delle Entrate ha già disposto infatti i primi mandati di pagamento per un ammontare di quasi 1 miliardo di euro, per le attività economiche e produttive interessate dalle misure restrittive adottate con il Dpcm del 24 ottobre.

In una fase così critica della nostra storia, che ci vede tutti impegnati a combattere la nuova avanzata del contagio, – si legge nel messaggio pubblicato da Conte su Facebook – dare un aiuto concreto e immediato a chi è in difficoltà è necessario per proteggere il nostro presente e il nostro futuro.

È un impegno che ho preso di fronte a tutto il Paese, a tutti i cittadini italiani. Tutto il Governo è al lavoro per questo”. Obiettivo del decreto “Ristori bis” – ha sottolineato il premier – è “rafforzare la rete di protezione e di sostegno per tutte le attività economiche che si trovano nelle zone a maggior rischio, alla luce delle nuove misure adottate con l’ultimo Dpcm. Dobbiamo fare tutto ciò che è necessario, con rapidità ed efficacia, – ha aggiunto – per riuscire tutti insieme a superare al più presto questa crisi”.

Queste alcune delle misure contenute nell’ultima versione della bozza del decreto:

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO – La tabella dei codici Ateco aggiornata, allegata al decreto Ristori bis prevede altre nuove 19 categorie ammesse ai contributi a fondo perduto tra il 100% e il 200% previsti dal decreto ristori 1. Avranno contributi al 100% i bus turistici e anche i trasporti lagunari, i fotoreporter, chi fa corsi di danza, le lavanderie industriali, i negozi di bomboniere i traduttori e anche i produttori di fuochi d’artificio.

Al 200% arriveranno invece guide alpine, musei, biblioteche, monumenti e anche orti botanici e zoo. Incluse anche la ristorazione senza somministrazione, come rosticcerie e pizzerie al taglio, e gli internet point, che avranno un ristoro al 50% di quanto già avuto in estate.

Raddoppiato, invece, rispetto all’estate il contributo per 57 nuove categorie di attività che dovranno chiudere perché operano nelle “zone rosse”. Aumenta, inoltre, dal 150% al 200% il ristoro per bar, pasticcerie e gelaterie che si trovino in zone rosse o arancioni. La nuova lista di codici Ateco allegata al provvedimento include i negozi (dall’abbigliamento agli elettrodomestici fino ai sexy shop), gli ambulanti, gli estetisti e gli altri servizi alla persona, compresi chi fa piercing e tatuaggi. Nella lista anche i servizi per gli animali (canili, dogsitter, toelettatura) e le agenzie matrimoniali.

CONGEDO PER GENITORI SCUOLE MEDIE CHIUSE – Per i genitori residenti nelle zone rosse nelle quali sia stata disposta la chiusura delle scuole secondarie di primo grado, e solo se non sono in smart working, è riconosciuto alternativamente ad entrambi un congedo per l’intera durata della sospensione dell’attività didattica in presenza.

BONUS BABY SITTER – Nel caso di chiusura delle scuole secondarie di primo grado all’interno delle zone rosse è riconosciuto un bonus complessivo di 1000 euro, da utilizzare per prestazioni di baby-sitting effettuate nel periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza.

PROROGA DOMANDE CIGS – Sono prorogati al 15 novembre 2020 i termini di invio delle domande di accesso ai trattamenti integrazione salariale.

SOSPENSIONE RITENUTE – Sospensione delle ritenute alla fonte, di quelle relative all’addizionale regionale e comunale e dei versamenti Iva per le imprese che operano nelle zone rosse. I pagamenti dovranno essere effettuati entro il 16 marzo in un’unica soluzione o in quattro rate.

SOSPENSIONE VERSAMENTI CONTRIBUTIVI – La sospensione dei versamenti contributivi di novembre, prevista dal primo dl Ristori, viene estesa anche per le aziende che operano nei nei territori interessati dalle nuove misure restrittive.

PROROGA VERSAMENTI ACCONTI –  Prorogato al 30 aprile 2021 il termine relativo al versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP, dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.

CANCELLAZIONE RATA IMU – Cancellata la seconda rata dell’Imu per le imprese oggetto di restrizioni che operano nelle zone rosse.

CREDITO IMPOSTA AFFITTI – Per le imprese delle zone rosse arriva un credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda per i mesi di ottobre, novembre e dicembre.

FONDO TERZO SETTORE – Stanziati 70 milioni di euro per il 2021 a valere sul fondo di sostegno degli enti del terzo settore.

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE – In arrivo 300 milioni per il trasporto pubblico locale per il 2021. Fino a 100 milioni potranno essere anche usati per i “servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale, destinato anche a studenti, occorrenti nell’anno 2021 per fronteggiare le esigenze di trasporto conseguenti all’attuazione delle misure di contenimento ove i predetti servizi nel periodo precedente alla diffusione del Covid-19 abbiano avuto un riempimento superiore al 50 per cento della capacità”.

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